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Profitti Pirelli a 306 milioni confermati target e cedola

Le partecipazioni diversificate pesano sugli utili Pirelli che però conferma la cedola e i target 2014. Il 2013 si è chiuso con risultati operativi in linea con le attese o migliori nei volumi premium dei pneumatici (cresciuti del 15,3% nell’esercizio), ma con profitti in calo appunto per le svalutazioni di partecipazioni e l’effetto cambi. I ricavi consolidati sono stati pari a 6.146,2 milioni (+1,2%): escludendo l’impatto valutario la crescita sarebbe stata dell’8,4%. L’andamento dei mercati emergenti ha più che compensato la debolezza dei mercati maturi, l’Europa dove la flessione delle vendite è stata del 2,2% e l’area Nafta, in calo dell’-1,5%. L’Ebitda prima degli oneri di ristrutturazione è risultato in linea con il 2012 e pari a 1.105,4 milioni, così l’Ebit a 791 milioni, dopo aver spesato oneri di ristrutturazione per 25,5 milioni. Nel quarto trimestre il margine Ebit si è attestato al 15% nel business consumer e poco sotto nell’industrial (14,7%). Negativo per 78,3 milioni, invece, il risultato da partecipazioni: 44,3 milioni sono relativi all’adeguamento a fair value del convertendo Prelios, 12,8 milioni al consolidamento con il metodo del patrimonio netto della quota in Prelios, 4,9 milioni all’adeguamento di valore di mercato di Rcs dopo lo scioglimento del patto, altri 10,4 milioni sono relativi a Mediobanca, 1,3 milioni a Fin.Priv e 4,9 milioni ad Alitalia.
L’utile netto consolidato cala del 21,7% a 306,5 milioni: sul risultato incidono le partecipazioni e la crescita di circa 45 milioni degli oneri finanziari netti. L’indebitamento netto, infine, è di 1.322,4 milioni, in linea con il target “inferiore a 1,4 miliardi”. Confermata la cedola di 32 centesimi alle ordinarie e di 39 centesimi alle risparmio.
Per il 2014 la società conferma il target dell’Ebit – 850 milioni dopo oneri di ristrutturazione per 50 milioni –, la generazione di cassa superiore a 250 milioni e l’indebitamento netto per circa 1,2 miliardi, mentre gli investimenti saranno inferiori a 400 milioni. I ricavi sono previsti a 6,2 miiardi rispetto al precedente obiettivo di 6,6 miliardi, a riflettere uno scenario più cauto sui cambi. Senza tener conto del previsto effetto valutario, l’obiettivo contempla una crescita dei ricavi dell’ordine del 9-10% rispetto all’8-9% precedente, a fronte di una crescita dei volumi superiore al 5% con una maggior componente premium e un miglioramento del price/mix del 4-5%.
L’assemblea è stata rinviata al 12 giugno, rispetto al 9 maggio precedentemente indicato, per consentire di presentare liste per il rinnovo del consiglio coerenti con l’accordo raggiunto con Rosneft per il riassetto dell’azionariato. Un accordo che, secondo il presidente Marco Tronchetti Provera, consentirà «un’ulteriore crescita di lungo termine per Pirelli», accelerando lo sviluppo del business della società sul mercato russo. Tronchetti ha poi sottolineato in conference call che Rosneft è attiva in mercati emergenti come Cina, Asia, Africa e America Centrale e potrebbe costituire «un trampolino» per Pirelli in queste aree. Il presidente della Bicocca ha poi assicurato che se anche l’Italia rappresenta solo il 6% dei ricavi del gruppo «testa e cuore restano qui».

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