Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Profitti per 1,7 miliardi, Cet1 al 10,94%

L’utile del 2015, pari a 1,7 miliardi, è inferiore ai due miliardi dello scorso anno, ma supera le stime degli analisti (1,4 miliardi) grazie a un quarto trimestre che si è chiuso in utile per 153 milioni, smentendo le previsioni della vigilia che puntavano su un rosso di 140 milioni: questi i risultati 2015 approvati ieri da UniCredit, che conferma la cedola di 12 centesimi, che potrà essere erogata sotto forma di azioni (scrip dividend) o cash. L’attenzione del mercato era anche sul capitale: il Common equity tier 1 sale dal 10,53% al 10,94% (contabilizzando un dividendo incassato al 75% sotto forma di azioni): nel corso del 2015, segnala la banca, UniCredit ha «generato» 92 punti base di capitale, tra utili e riduzione dei risk weighted asset, che hanno impattato positivamente sul Cet1 di 29 punti base.
Numeri che hanno spinto il cda a uscire con una nota in cui si ribadisce la fiducia nel ceo, ultimamente finito nel mirino di alcuni soci. «Alla luce dei risultati conseguiti nel 2015, migliori delle attese del mercato, soprattutto per quanto riguarda i ratios patrimoniali, il presidente Vita unitamente al cda ritengono opportuno esprimere l’apprezzamento al management per il lavoro svolto», si legge. «In particolare, i requisiti di capitale raggiunti in via organica confortano sulla possibilità di affrontare le sfide poste dalla realizzazione del piano pluriennale con maggiore fiducia, soprattutto perché questo risultato è stato ottenuto in un contesto di mercato decisamente negativo per il settore bancario».
Continua pagina 27 Ma.Fe.Continua da pagina 25 «Il Consiglio ha, inoltre, apprezzato i successi ottenuti dalla Divisione Cib, i progressi conseguiti attraverso la dismissione della banca ucraina, la ristrutturazione delle attività in Austria e la rapida conclusione dell’accordo sindacale per la riduzione del personale in Italia».Pertanto, «il Consiglio di Amministrazione ha espresso all’unanimità la sua piena fiducia all’ad e il convinto supporto al suo operato». I conti 2015 vedono ricavi in calo dello 0,7% a 22,4 miliardi (gli analisti ne prevedevano 22,34): il margine d’interesse scende del 4,2% a 11,9 miliardi, le commissioni salgono del 3,4% a 7,8 miliardi e anche i ricavi da trading sono in crescita del 7,1% a 1,6 miliardi. A livello di aree, la rete commerciale italiana si conferma come principale motore del gruppo con utili annui pari a 1,6 miliardi, pur in calo del 21,5% sul 2014; il cib tocca 1,2 miliardi di utile netto (-3,5%), il Centro est Europa 494 milioni (-47%), l’Asset management i 206 milioni (+16,3%); a questi dati va sottratta la perdita di 1,5 miliardi (-10,3%) della Non core bank interna, che ha abbattuto di 14,5 miliardi lo stock di crediti deteriorati a quota 63,7 miliardi; complessivamente, a livello di gruppo i crediti deteriorati lordi scendono del 5,5% a 79,8 miliardi, con un coverage ratio del 51,2%. Dopo i 723 milioni del quarto trimestre, nell’intero 2015 le rettifiche sui crediti sono state 2,5 miliardi , il 14,9% n più del 2014, con un costo del rischio pari a 56 punti base.
I costi totali si attestano a 13,1 miliardi (+1,3%)e il cost/income segna il 58,7% nell’esercizio 2015, pressoché invariato sul 2014. I nuovi crediti a medio-lungo termine erogati dalle banche commerciali del gruppo raggiungono i 30,6 miliardi nel 2015 (+23,3%), e in Italia le nuove erogazioni (+20,6%) sono essenzialmente sostenute dai mutui verso le famiglie (+19,3%) e dalla clientela mid-corporate (+19,7%); considerando anche i nuovi impieghi del Cib, il nuovo credito erogato dal gruppo nel 2015 tocca i 50 miliardi. Infine, il piano industriale; la banca comunica i primi risultati a tre mesi dal lancio: 32 milioni di clienti nel 2015 (uno in più del 2014), una riduzione degli addetti di 3.500 unità, i 200 milioni investiti in start-up finanziarie in tutto il mondo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa