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Profitti Intesa oltre le previsioni

L’utile migliore delle attese, le scelte prudenziali nonostante un raffreddamento – buona notizia – dei ritmi di crescita dei crediti deteriorati ma anche un occhio di riguardo alla voce dei costi, con il dg Carlo Messina ad annunciare la chiusura di altre 632 filiali entro i prossimi due anni, di cui 217 già entro la metà dell’anno. C’è tutto questo nella trimestrale approvata ieri dal nuovo Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo presieduto da Gian Maria Gros-Pietro, conti che hanno spinto il titolo oltre la media dei bancari a Piazza affari, dove ha chiuso a +1,88% a 1,41 euro.
Numeri alla mano, Ca’ de Sass ha chiuso il primo trimestre 2013 con un utile netto di 306 milioni, facendo meglio delle attese degli analisti, che puntavano su 270 milioni, e meglio del quarto trimestre 2012 quando c’era stata una perdita di 83 milioni; dato in calo, invece, se confrontato con i primi tre mesi del 2012, quando il risultato netto era stato positivo per 804 milioni. I proventi operativi sono stati pari a 4,12 miliardi, in calo dell’8,3% rispetto al quarto trimestre 2012 e del 14,4% sui primi tre mesi dello scorso anno: in particolare, gli interessi netti scendono del 7,3% sul quarto trimestre, le commissioni dello 0,9% e i ricavi da trading passano da 682 a 455 milioni ; giù anche gli oneri operativi a 2,09 miliardi (-8,8% sul quarto trimestre e -5% sul primo trimestre 2012). Sul fronte della solidità patrimoniale, il Common Equity ratio Basilea pro forma si é attestato al 10,7% e il Core Tier 1 all’11,3%, entrambi in miglioramento di dieci punti base sul 31 dicembre.
Soddisfatto il ceo Enrico Cucchiani, che ha sottolineato «i risultati superiori al consensus di mercato e in linea con il nostro impegno al dividendo», previsto pari o superiore ai cinque centesimi dell’anno scorso.
Ma la congiuntura pesa e la prudenza resta d’obbligo, e così si spiega la scelta di costituire una vera e propria riserva extra a rendimento zero da 20 miliardi, una sorta di bombola d’ossigeno pensata a fronte dell’instabilità maturata a Cipro nei mesi scorsi e dello stallo politico italiano dopo le elezioni di febbraio. Ora «la tempesta sembra essersi allontanata», ha detto ieri Cucchiani, «e possiamo allentare le difese»: «Siamo pronti a rilasciare il ‘buffer’ da 20 milioni e questo avrà certamente benefici sul conto economico nei prossimi trimestri», ha dichiarato Cucchiani parlando nel pomeriggio con gli analisti, facendo intendere che le risorse potranno essere utilizzate a breve per rimborsare parte dei fondi ricevuti dalle aste Ltro della Bce o per aumentare il portafoglio di bond sovrani, ma anche per aumentare gli impieghi. Altra iniziativa prudenziale, l’aumento degli accantonamenti e delle rettifiche sui crediti (1,26 miliardi, contro 1,06 di un anno fa), nonostante il trend delle sofferenze abbia subito un rallentamento; in particolare, la banca ha aumentato per 150 milioni il grado di copertura sui crediti non performing, una scelta che – insieme alla riserva extra – ha inciso negativamente, come costo opportunità, per 170 milioni sul conto economico.
Sul fronte dell’operatività, nel trimestre i crediti verso la clientela sono risultati pari a 372 miliardi, in flessione dell’1,3% sul 31 dicembre 2012 e dell’1,8% da un anno fa; per quanto riguarda la raccolta, quella diretta bancaria ammonta a 379 miliardi (-0,3% rispetto al 31 dicembre 2012 e +2,1% sul 31 marzo 2012).
Per i mesi a venire, l’attenzione resterà concentrata in particolare sul fronte dei costi, e qui «Intesa Sanpaolo ha in programma di chiudere 632 filiali nel prossimo paio d’anni ha spiegato Messina nella call conference con gli analisti –: di queste, 217 saranno chiuse nel secondo trimestre». Messina ha ricordato che la banca ha già chiuso 461 filiali di cui 93 nel primo trimestre: al 31 marzo Intesa aveva 6.709 sportelli, di cui 5.181 in Italia, con 95.013 dipendenti.

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