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Profitti Agricole sopra le attese

Utile netto trimestrale in calo del 43% su base annua a 1,07 miliardi di euro per il Crédit Agricole. Nello stesso periodo del 2016 la banca francese aveva incamerato profitti per 1,3 miliardi in seguito alla vendita della quota del 25% detenuta nelle banche regionali del gruppo. Il risultato si è dimostrato superiore alle stime degli analisti poste a 993 mln. L’utile netto sottostante, a esclusione di oneri straordinari, è invece sceso del 5,2%: il calo, secondo la Banque Verte, è in parte dovuto a un «ritorno a un’aliquota più normale ed efficace, che è aumentata dal 16,6% del terzo trimestre 2016 al 27% del terzo trimestre 2017». L’onere fiscale sottostante è aumentato dell’85,7% a 364 milioni. I ricavi hanno messo a segno un incremento del 22% a 4,58 miliardi, mentre quelli sottostanti sono cresciuti del 3,5%. Il Core Tier 1 si è attestato al 12%.

In Italia, nei primi nove mesi, l’istituto transalpino ha conseguito un risultato netto aggregato gestionale di 588 milioni di euro, in progresso del 22,5% su base tendenziale. I ricavi sono aumentati del 6,5% a 2,395 miliardi. Il totale dei depositi e fondi clienti, includendo le masse gestite e l’attività di banca depositaria, si è attestato a 133,8 miliardi. Il solo gruppo Credit Agricole Italia ha riportato un utile netto di 186 milioni di euro, stabile rispetto a dodici mesi prima. Al netto degli oneri straordinari, l’utile netto gestionale è ammontato a 204 milioni (+4%). Ricavi poco mossi a 1,289 miliardi, con le commissioni inmiglioramento del 7%. Le masse intermediate dal gruppo hanno raggiunto quota 136 miliardi, trainate dalla crescita di impieghi (+3% a 39 mld), raccolta diretta (+7% a 41 mld) e risparmio gestito (+9% a 30 mld).

Sul fronte della qualità del credito, l’istituto guidato dall’a.d. Giampiero Maioli ha confermato una limitata incidenza delle sofferenze su crediti netti (3,1%), che si mantiene tra le migliori sul mercato. In progressivo miglioramento anche i livelli di copertura (58,2% sulle sofferenze), mentre prosegue il trend di riduzione dei nuovi ingressi a deteriorato (-45%). Il Cet1 era all’11,3% e il Total Capital al 13,7%.

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