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Profitti per 85 milioni in tre mesi

Chiude a 85 milioni con una crescita del 16% anno su anno l’utile netto consolidato di Banca Mediolanum nel primo trimestre del 2017. La banca, come è noto molto focalizzata sul segmento dei privati, oggi può contare su una rete di 4.330 family banker al serivizo di oltre un milione di clienti (1.191.304), in crescita del 4% rispetto alla stesso periodo del 2017.
Il totale delle masse gestite e amministrate ha superato gli 81 miliardi, con un incremento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2016 e del 4% rispetto al saldo di fine 2016.Gran parte della nuova raccolta (1,03 miliardi) è andata a finire nei fondi comuni (questa include anche quella realizzata attraverso le polizze Vita di tipo unit-linked) per 977 milioni di euro.
«Il segmento dei fondi comuni è quello che ha raccolto più consensi anche per effetto del lancio dei nuovi piani Pir (Piani individuali di risparmio) – ha commentato l’ad Massimo Doris – prodotti sui quali abbiamo già messo a segno una raccolta di oltre 650 milioni e sui quali puntiamo molto nel corso dell’anno. A questo tema abbiamo già dedicato 12 incontri sul territorio, destinati a spiegare ai risparmiatori i vantaggi che presenta questa soluzione di investimento. Ne faremo altri questa volta diretti a spiegare alle imprese che guardano al mercato dei capitali come fare e le opportunità in più che oggi hanno rispetto al passato». Oltre ai Pir sono andati molto bene i fondi(intelligence investment strategic) che prevedono la raccolta su fondi monetari e poi lo switch su fondi azionari globali.
Tornando ai dati del trimestre il margine da interessi ha subìto come previsto una diminuzione importante legata alla riduzione dei rendimenti degli attivi in titoli. Significativo è stato l’impatto di costi per 13 milioni a sostegno del sistema bancario, con una contribuzione più che raddoppiata rispetto allo scorso anno. Ma guardando al common equity tier 1 ratio (CET1) resta a fine marzo pari a 20,1%, uno dei più alti tra i gruppi bancari italiani ed europei.
«Quando sono emersi i problemi delle banche venete, di Mps e delle quattro banche risolte – aggiunge Doris – abbiamo gudagnato credibilità tra nuovi risparmiatori. In particolare, molti del segmento wealth ci hanno scelto e in questo target abbiamo acquisito tanti nuovi clienti. Inoltre, anche da parte dell’autorithy non abbiamo avuto alcun tipo di intervento e questo ci ha consentito di concentrarci maggiormente sul business».
Gli impieghi alla clientela retail hanno raggiunto 6,9 miliardi, in crescita dell’8% rispetto al 31 marzo 2016, e dell’ 1% rispetto al 31 dicembre e l’incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale crediti è pari allo 0,8%.

Lucilla Incorvati

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