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Profit warning per Carrefour

di Giovanni Vegezzi

Carrefour lancia il quarto allarme utili in un anno mentre vede svanire l'occasione di rafforzarsi sul mercato brasiliano. Il numero due al mondo della grande distribuzione (dietro all'americana Wal Mart) ha annunciato ieri utili operativi in calo del 23% per il trimestre da aprile a giugno. È il secondo profit warning in un mese, arrivato in concomitanza con un'altra brutta notizia per gli azionisti: la ventilata joint-venture con la catena brasiliana Cdb, che avrebbe portato alla creazione di un gigante con il 30% di quota di mercato, è sfumata a causa degli ostacoli sollevati dagli attori coinvolti nell'accordo.

L'operazione, proposta dal fondo di investimento brasiliano Gama, è stata fin dal principio osteggiata dal gruppo francese Casino che oltre a essere concorrente di Carrefour è anche azionista di Cdb. La vicenda, sottoposta a due richieste di arbitrato, ha scoraggiato il banco pubblico Bndes che insieme a Gama doveva essere il sensale della fusione facendo andare a monte l'accordo.

Carrefour che cerca sui mercati emergenti una spinta ai propri conti, vede sfumare così un'occasione importante: il gruppo della grande distribuzione che ha 9.500 negozi in 32 paesi è da due anni immerso in un piano di ristrutturazione che ha come obiettivo una riduzione di costi e un miglioramento della competitività. La società conta di chiudere i primi sei mesi dell'anno con utili vicini ai 760 milioni, risultato in cui il forte calo della Francia (-35%) e la contrazione in altri mercati europei colpiti dalla crisi, viene compensato da un significativo aumento del volume d'affari in Asia e America Latina.

Anche per questo la joint-venture in un mercato promettente come il Brasile era diventata un elemento significativo della strategia impostata dall'amministratore delegato Lars Olofsson; ora il cammino per il manager, che non sta ottenendo i risultati sperati, si fa più in salita anche se l'azionista di riferimento Blue Capital (un'alleanza fra Bernard Arnault e gli americani di Colony Capital) gli ha appena confermato fiducia, così come i mercati dove ieri il titolo del gruppo ha guadagnato l'1,5%.

I giochi, è la speranza di Olofsson, potrebbero essere ancora aperti: i Diniz, soci con Casino nella catena Cdb e fautori dell'accordo con Carrefour, hanno riaffermato infatti il loro appoggio al piano di joint-venture. La famiglia brasiliana, apertamente accusata da Casino di mancato rispetto dei patti azionari, ha definito «deplorevole» la decisione unilaterale dei partner (premiati però ieri dal mercato con un +2,65%).

Intanto, riferisce la stampa locale, il gruppo finanziario Btg Pactual (che controlla il fondo Gama) starebbe pensando di impostare una trattativa diretta con Casino per superare le perplessità che hanno ostacolato la creazione della joint-venture. L'operazione, sostiene l'a.d. della banca Andre Esteves, sarebbe vantaggiosa per tutti. Certo è che la riuscita del deal favorirebbe, eccome, anche Btg Pactual che tanto si sta dando da fare per arrangiare il matrimonio. Secondo gli accordi, infatti, il fondo Gama in cambio del suo ruolo nell'operazione, diventerebbe il più importante azionista di Carrefour ottenendo la vicepresidenza e tre posti in consiglio.

 

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