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Professionisti usa e getta

Soltanto quando le riforme sono contro le professioni riescono a diventare operative. Chissà perché. Il caso più clamoroso è l’abolizione delle tariffe professionali: il divieto è stato varato con il decreto Visco-Bersani del 2006 e dopo alterne e complesse vicende di fatto rinnegato dallo stesso legislatore che nel 2013 ha reintrodotto le tariffe sotto mentite spoglie (parametri).

Ma è quando si introducono nuovi obblighi, spesso non retribuiti, che il legislatore italiano riscopre tutta la sua efficacia luciferina. L’anagrafe tributaria ha la necessità di avere i dati fiscali già ordinati, in un data base? Semplice, basta chiedere ai professionisti di inviare le dichiarazione dei redditi secondo specifiche definiti dall’Agenzia delle entrate in modo che siano loro stessi a riempire di contenuti questa banca dati. C’è bisogno di incrementare la lotta al riciclaggio? Basta imporre ai professionisti l’obbligo di controllare, schedare, denunciare i propri clienti, poco importa se questo innesca un conflitto di interessi insanabile: se il professionista non adempie, pagherà multe salatissime. Il colmo però lo si è toccato con l’invio del 730 precompilato, previsto per il 2015. L’Agenzia delle entrate manderà un modello precompilato che, per sua stessa ammissione, sarà incompleto nell’85% dei casi. Ai professionisti il compito di completarlo. Ma se i dati che inseriranno, o quelli già forniti dalle entrate risulteranno errati (magari per un errore o una dimenticanza del cliente o della stessa agenzia) a pagare saranno i professionisti stessi. Robe da matti.

Morale: le riforme che interessano le professioni non interessano per niente alla politica, né all’alta burocrazia. I fatti, o meglio, la mancanza di fatti, è li a testimoniarlo. Finché si tratta di sbandierare questa o l’altra innovazione, magari in vista di una consultazione elettorale, ministri e sottosegretari si fanno in quattro. Ma poi, chissà perché, anche nel caso che questa venga messa in cantiere, incontra sempre qualche ostacolo sul suo percorso che le impedisce di diventare efficace. Al contrario, quando si tratta di introdurre corvè, di utilizzare una categoria professionale al servizio di una macchina pubblica sempre più inefficiente e collassata su se stessa, le norme si approvano ed entrano in vigore in tempi rapidissimi. Evidentemente lassù qualcuno non li ama.

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