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I professionisti: più garanzie nei controlli antiriciclaggio

Antiriciclaggio «5.0» più a misura di addetto ai lavori. Diritto all’assistenza di un professionista durante tutte le fasi dell’ispezione e del controllo. Consultazione gratuita sia del sistema pubblico per la prevenzione del furto di identità nell’espletamento dell’adeguata verifica sia delle liste di persone politicamente esposte da parte dei soggetti tenuti agli obblighi antiriciclaggio. Identificazione del titolare effettivo con riferimento alle partecipazioni nella società di ultima istanza. Inversione dell’obbligo di comunicazione di incongruenze al registro delle imprese. Eliminazione della necessità per gli organi di autoregolamentazione di comunicare al Comitato di sicurezza finanziaria numero e tipologia dei decreti sanzionatori adottati dalle autorità competenti nei confronti degli iscritti, perché si tratta di informazioni non conosciute né conoscibili dagli Ordini. Sono i correttivi proposti dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (Cndcec) e dal Consiglio nazionale forense (Cnf) allo schema di decreto legislativo che recepisce la quinta direttiva comunitaria antiriciclaggio (2018/843/Ue). Commercialisti e avvocati hanno partecipato alla consultazione pubblica indetta dal Mef e chiusa lo scorso 20 aprile.

Nel documento diffuso ieri con le proposte di modifica, i due Consigli nazionali preliminarmente propongono per il futuro «una diversa procedura per le consultazioni degli organismi di autoregolamentazione». Nel caso specifico «un’interlocuzione diretta con il Cnf e il Cndcec, prima della redazione della bozza dello schema, avrebbe rappresentato a livello istituzionale un riconoscimento più corrispondente al reale compito istituzionale assegnato a detti organismi e, a livello redazionale, un effettivo e diretto valore aggiunto al testo dello schema del decreto».

Andando al merito delle osservazioni, si fa notare come la nuova previsione in base alla quale la Guardia di Finanza potrà acquisire «anche attraverso ispezioni e controlli» presso i soggetti obbligati debba essere accompagnata – in ossequio a quanto stabilito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo – dal diritto a essere assistito da un professionista, avvocato o commercialista.

Anche sull’adeguata verifica della clientela, Cndcec e Cnf sottolineano che il rispetto degli obblighi in questione «non può in alcun modo avvenire a titolo oneroso». Da questa considerazione, deriva la richiesta che per i soggetti obbligati la consultazione del sistema pubblico per la prevenzione del furto di identità sia «gratuita». Nella stessa direzione va l’auspicio che si arrivi all’obbligo di pubblicazione e aggiornamento periodico di liste di persone politicamente esposte (Ppe) nazionali e internazionali che siano gratuitamente accessibili da parte dei destinatari degli obblighi antiriciclaggio.

Sul titolare effettivo commercialisti e avvocati chiedono di precisare ulteriormente nella modifica all’articolo 20 del Dlgs 231/2007 che, qualora gli altri criteri non consentano un’identificazione univoca, l’individuazione venga fatta in riferimento alla società di ultima istanza come «centro decisionale accentrato delle scelte nel contesto del gruppo di società cui la controllata italiana appartiene».

Giovanni Parente

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