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Professionisti con la pagella antiriciclaggio

Sulla normativa antiriciclaggio, il commercialista si dà i voti. Sarà obbligatorio nominare il responsabile antiriciclaggio per gli studi con due o più professionisti

Commercialisti ed esperti contabili, similmente a quanto già fanno banche e intermediari, devono effettuare la valutazione del rischio di riciclaggio e/o finanziamento del terrorismo connesso alla propria attività professionale e adottare presidi e procedure adeguate alla propria natura e alla propria dimensione per mitigare i rischi considerati più elevati (per esempio clientela appartenente alla categoria delle persone politicamente esposte).

Lo prevedono le regole tecniche che, in attuazione di quanto prevede l’articolo 11, comma 2, del dlgs. 21 novembre 2017 n. 231 il Consiglio nazionale ha elaborato nei mesi scorsi e ha poi sottoposto all’esame del Comitato di Sicurezza Finanziaria; quest’ultimo, pur evidenziando nel suo parere alcuni aspetti da chiarire (cfr. ItaliaOggi del 19 dicembre 2018), ha ritenuto le linee guida quali idonee modalità di adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela nonché di conservazione prescritti dalla legge antiriciclaggio (dlgs. 231/07 così come modificato ed integrato dal dlgs. 90/17).

Il documento (si veda anticipazione di ItaliaOggi del 18/12/18) raccomanda, tra l’altro, di prestare adeguata attenzione alla formazione del commercialista e dei suoi collaboratori e all’organizzazione dei diversi adempimenti posti a suo carico (adeguata verifica delle clientela, conservazione dei documenti e delle informazioni raccolte e segnalazione di eventuali operazioni sospette di riciclaggio).
Per le strutture con più di 30 professionisti e con più di 30 collaboratori nello stesso studio (anche se distribuiti su più sedi) occorre introdurre, oltre alla funzione antiriciclaggio (richiesta anche per gli studi con due o più professionisti) anche una funzione di revisione indipendente con il compito di verifica dei presidi antiriciclaggio presenti nello studio.

Altro passaggio importante del documento è quello relativo alle regole che vengono suggerite per l’effettuazione dell’adeguata verifica di tipo rafforzato. Il commercialista e l’esperto contabile devono attenersi ad uno o più dei seguenti suggerimenti:

prestare particolare attenzione, attraverso opportuni riscontri documentali, all’identificazione dei titolari effettivi, all’eventuale uso di identità false, di società di comodo/fittizie, all’interposizione di soggetti terzi (anche se membri della famiglia), ai clienti occasionali;
adottare misure supplementari per la verifica o la certificazione dei documenti forniti, o richiedere una certificazione di conferma rilasciata da un ente creditizio o finanziario soggetto alla direttiva, ovvero assicurarsi che il primo pagamento relativo all’operazione sia effettuato tramite un conto intestato al cliente presso un ente creditizio;
verificare la sottoposizione del cliente o di soggetti ad esso collegati, purché resi noti al professionista e coinvolti nelle attività oggetto della prestazione professionale, ad indagini o processi penali per circostanze attinenti al riciclaggio e/o al finanziamento del terrorismo, ovvero la riconducibilità degli stessi ad ambienti del radicalismo o estremismo;
consultare fonti aperte e social media.

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