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Professionisti, i finanziamenti non saranno più un tabù

Il mondo dei finanziamenti si apre anche ai liberi professionisti. Se fino a oggi la categoria dei lavoratori autonomi era esclusa dalla quasi totalità delle numerose agevolazioni destinate alle imprese, con l’eccezione di qualche raro se non unico caso (oltre che sconosciuto ai più). L’Unione europea corregge questa discriminazione ed estende così nuove opportunità a professionisti e studi associati. Dai bandi comunitari diretti fino ai contributi regionali e provinciali, passando per i bandi nazionali, d’ora in avanti anche i professionisti potranno provare ad attingere alle risorse pubbliche. Queste nuove opportunità si aggiungeranno presto a quelle che erano disponibili, ovvero le agevolazioni per l’autoimpiego e il fondo di garanzia. La recente apertura ai professionisti si accompagna però a una scarsa conoscenza degli strumenti da parte degli autonomi. Gap che dovrà essere colmato nei prossimi mesi.

Nuove opportunità dai bandi comunitari, nazionali, regionali e provinciali. Fino a oggi, la presenza di due strumenti principali e di recente applicazione, oltre a poche altre agevolazioni a carattere sporadico, ha senz’altro determinato una mancanza di conoscenza e di relativa attenzione verso il mondo delle agevolazioni da parte dei professionisti. I bandi e le relative risorse a cui i professionisti e gli studi associati potranno aspirare sono emanati costantemente e a più livelli istituzionali. Per gli studi più piccoli, che possiamo accostare alle microimprese, si aprono i bandi nazionali (per esempio Fondo crescita sostenibile, nuova Sabatini, bonus R&S, fondi per la digitalizzazione), fino a giungere ai bandi regionali cofinanziati con fondi comunitari indiretti, oltre a livelli ancora più locali come quello provinciale.

Per gli studi più grandi o associati, i professionisti possono puntare, oltre che alle predette opportunità, anche sui bandi comunitari diretti (per esempio Horizon 2020, Cosme, per i quali si veda articolo nella pagina a fianco). La possibilità di partecipare a questi strumenti non scatta automaticamente, ma dovrà passare da modifiche normative che prendano atto della nuova impostazione comunitaria. L’aspetto adesso maggiormente rilevante è quello di diffondere tra i professionisti la cultura del sostegno pubblico come forma di aiuto e di orientamento delle scelte professionali, in modo da consentirne una rilevante partecipazione ai bandi nel momento in cui l’ampliamento della platea sarà operativo.

Quindi possibilità per gli studi di finanziare l’acquisto di computer e attrezzature per l’ufficio, acquisto di uffici e ristrutturazione degli stessi, formazione del personale e consulenze indispensabili per formare i dipendenti o utilizzare software, attraverso bonus fiscali, contributi a fondo perduto e in conto interessi, garanzie per l’accesso al credito. Le difficoltà saranno quelle delle micro-imprese, spesso vincenti su bandi minori, ma sfavorite su quelli più importanti.

Invitalia il precursore. Fino a questa svolta, la più rilevante agevolazione a favore dei professionisti era rappresentata dallo strumento dell’autoimpiego che consente tuttora di finanziare l’apertura di una attività ai disoccupati. Se fino allo scorso anno l’agevolazione operava su tutto il territorio nazionale, adesso è accessibile solo nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’investimento complessivo non può superare i 25.823 euro e il contributo finanzia sia le spese di investimento sia quelle di gestione. Le agevolazioni finanziarie concedibili sono un contributo a fondo perduto e un mutuo a tasso agevolato, a copertura del 100% degli investimenti ammissibili, nonché un contributo a fondo perduto fino a 5.165 euro per la gestione.

Da poco accessibile anche il Fondo di garanzia per le pmi. Da circa un mese anche i professionisti iscritti agli ordini professionali e quelli aderenti alle associazioni professionali possono accedere al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Quest’ultimo permette, appunto, alle piccole e medie imprese e ai professionisti di accedere a una garanzia pubblica fino all’80%, in alcuni casi gratuita, che facilita l’accesso al credito bancario, soprattutto nei casi in cui l’impresa o il professionista non abbiano la forza di fornire proprie garanzie a copertura dell’intero finanziamento richiesto. La garanzia interviene su finanziamenti a fronte di investimenti, ma anche per la liquidità. Per ottenere la garanzia, i professionisti sono valutati sulla base di due indici calcolati sui dati contabili riportati nelle due ultime dichiarazioni fiscali presentate. Tali indici evidenziano rispettivamente la copertura degli oneri finanziari e l’incidenza della gestione caratteristica sul fatturato.

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