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Professionisti e p.a., rivalsa Iva

Il meccanismo Iva dello «split payment» per le forniture alla pubblica amministrazione non si applicherà ai compensi delle prestazioni di servizi assoggettati a ritenuta Irpef; i professionisti, pertanto, continueranno a esercitare nei confronti degli enti pubblici la rivalsa dell’Iva.

I soggetti che effettuano operazioni sottoposte al meccanismo, inoltre, avranno diritto al rimborso prioritario del credito Iva che ne scaturisce. Queste alcune novità introdotte dagli emendamenti al ddl di stabilità 2015 approvati in commissione bilancio alla camera. Sempre in materia di Iva, si profila inoltre l’ulteriore ampliamento del regime dell’inversione contabile e la riduzione al 4% dell’aliquota su libri e periodici online.

Split payment

Il ddl, come è noto, introduce il meccanismo dello split payment (subordinatamente, però, al rilascio dell’autorizzazione dell’Ue): per le forniture effettuate nei confronti dello stato, degli enti pubblici territoriali, delle camere di commercio, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura a carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza, l’Iva applicata dai fornitori dovrà essere versata dagli enti destinatari direttamente all’erario, con modalità e termini da stabilire, e non ai fornitori. Restano ferme, per le operazioni sottoposte al regime dell’inversione contabile le modalità di liquidazione previste da tale regime.

In pratica, l’ente pubblico, quando riceve la fattura, effettuerà due pagamenti: uno al fornitore per l’imponibile, l’altro all’erario per l’imposta. In relazione al danno finanziario che una simile misura causerebbe ai fornitori, è previsto che le operazioni sottoposte allo «split payment» sono computabili fra quelle che concorrono alla determinazione del presupposto del diritto al rimborso dell’Iva basato sulla c.d. aliquota media. Al riguardo, un emendamento approvato demanda al ministro dell’economia di individuare, con proprio decreto, i contribuenti che effettuano le operazioni sottoposte a «split payment» tra quelli nei cui confronti i rimborsi dell’Iva sono eseguiti in via prioritaria, limitatamente al credito rimborsabile relativo alle operazioni stesse. Un’altra integrazione approvata, come si diceva, stabilisce che il meccanismo non si applica «ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito», escludendo così di fatto dallo «split payment» i lavoratori autonomi esercenti arti e professioni.

Estensione del reverse charge

Per quanto riguarda il regime dell’inversione contabile, consistente com’è noto nell’assolvimento dell’Iva da parte del destinatario, se soggetto passivo, attraverso l’integrazione e la registrazione a debito della fattura del fornitore, il ddl prevede di estenderlo alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative a edifici, nonché, in via temporanea, ai trasferimenti di quote di emissione di gas a effetto serra e dei relativi certificati e alle cessioni di gas ed energia elettrica a soggetti passivi rivenditori.

Un emendamento governativo ha previsto l’estensione del regime particolare anche alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati (codice Ateco 47.11.1), supermercati (codice 47.11.2) e discount alimentari (codice 47.11.3), previo rilascio dell’autorizzazione comunitaria. In sede parlamentare, inoltre, è stata approvata l’estensione anche alle cessioni di bancali in legno (pallets) recuperati nei cicli di utilizzo successivi al primo; la disposizione viene inserita nell’ambito dell’art. 74 del dpr 633/72, che già assoggetta al regime particolare i rottami e materiali di recupero.

Aliquota Iva per l’editoria online

Diversamente dai libri cartacei e da quelli realizzati su altri supporti fisici (es. cd-rom), che scontano l’aliquota Iva del 4%, quelli commercializzati via internet sono soggetti all’aliquota Iva ordinaria perché qualificabili, ai fini dell’imposta, come prestazioni di servizi resi con mezzi elettronici. L’emendamento intende accordare anche ai libri online l’aliquota agevolata, integrando la normativa nel senso di considerare libri «tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica».

Al riguardo, a parte i dubbi di compatibilità di tale disposizione con la normativa Ue, è indispensabile, come evidenziato dal servizio studi della Camera, un chiarimento, perché mentre la relazione tecnica spiega che l’aliquota ridotta si applicherebbe anche ai periodici in formato elettronico, il testo dell’emendamento fa riferimento alle pubblicazioni provviste di codice ISBN, utilizzato soltanto per i libri.

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