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Professionisti e imprese arruolati

di Cristina Bartelli 

Professionisti e imprese pronti a far da cavie sul redditometro. Il software che l'Agenzia delle entrate invierà oggi ai rappresentanti dei professionisti e delle imprese, conterrà una videata per la raccolta dei dati che arriveranno dal mondo delle imprese e delle professioni. Le associazioni dovranno rigirare vuoi come questionario, vuoi come check list, vuoi come lettere le richieste del censimento da redditometro ai propri iscritti.

Le risposte in forma rigorosamente anonima saranno inviate all'amministrazione finanziaria, da lì il lavoro dei tecnici di Sose per la verifica della tenuta dei dati con le percentuali di scostamento del redditometro. Alla fine della sperimentazione i risultati, che Sose comunicherà alle associazioni, forniranno una prima parziale fotografia sulla tenuta e l'affidabilità dello strumento. Con i risultati alla mano le associazioni potranno dialogare con i propri iscritti invitandoli a verificare i dati anomali e magari, in vista della stagione dichiarativa, provvedere ad aggiustare il tiro. Il tutto avrà carattere sperimentale e non si tradurrà in una formazione di liste selettive per i controlli. Sarà una cartina di tornasole per la capacità del software di avere dei dati attendibili. Il campo di prova della verifica sarà un altro: la campagna dei redditi 2012, anno di imposta 2011. Con, in questo caso, una doppia valenza dello strumento: per i redditi dal 2009 in avanti meramente accertativa per quelli del 2011 anche in ottica di compliance e cioè fare in modo di alzare l'asticella della dichiarazione spontanea di dati fiscali senza forbice tra il dichiarato e il tenore di vita.

Per il software sull'autodiagnosi invece bisognerà attendere. È lo stesso Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle entrate, a chiarire che il software fornito alle imprese e ai professionisti è ben diverso dal software di autodiagnosi: «Stiamo mettendo a disposizione sul nostro sito il software per la fase sperimentale, vogliamo che questo strumento sia collaudato con incontri e sperimentazioni con le associazioni di categoria. È uno strumento importantissimo, soprattutto dopo l'ultima manovra che permette di usare ai fini del redditometro anche le transazioni finanziare. Da domani (oggi per chi legge ndr) parte la fase di test con le associazioni di categoria, appena superata questa fase – e contiamo di farlo in febbraio – lo metteremo a disposizione dei contribuenti». Non si tratta dunque del software definitivo di autodiagnosi, annunciato come corollario del redditometro, strumento che, una volta disponibile sul sito dell'Agenzia delle entrate, consentirà a ogni contribuente di conoscere il proprio grado di corrispondenza e che permetterà, in futuro, a tutti i 22 milioni di famiglie italiane di verificare la loro esposizione al rischio di subire un controllo, ma di un programma per la raccolta di informazioni necessarie per l'applicazione dello strumento a fini sperimentali da parte delle associazioni di categoria e degli ordini professionali. La sperimentazione dunque si concluderà a febbraio. In questa fase le associazioni e i professionisti saranno più che mai intermediari tra i propri iscritti e il fisco. Ricevuto il software, infatti, comunicheranno i dati richiesti dalle videate del software e attenderanno le risposte della base. Una volta ottenuti i dati rigireranno il flusso informativo all'amministrazione. I dati di chi partecipa al test saranno trattati in forma anonima, le associazioni assegneranno un codice e con questo codice Sose, completata l'analisi del flusso, comunicherà chi ha superato il test e chi ha presentato anomalie.

La fase sperimentale, nella sostanza, mira a limitare gli errori dello strumento legati a situazioni particolari non considerate dal software. Per la gestione della fase sperimentale, spiegano a ItaliaOggi gli addetti ai lavori del mondo delle imprese e delle professioni, potranno essere utilizzati gli stessi sistemi e gli stessi canali che già da tempo sono utilizzati per inviare degli esempi nella fase di revisione degli studi di settore. Pertanto, dopo aver scaricato il software e caricato i dati si genererà un archivio (file) da inviare per l'elaborazione all'amministrazione finanziaria attraverso l'area riservata del sito della Sose. Abilitati all'invio dei file saranno gli stessi soggetti abilitati all'invio degli esempi ai fini degli studi di settore.

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