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Professionisti e Covid, tutela più vicina

Il rinvio delle scadenze per i professionisti che hanno contratto il Covid-19 riesce ad ottenere il «placet» del governo. Tuttavia, sarà il Parlamento a dover sciogliere un «nodo» decisivo, quello della copertura dell’emendamento trasversale al decreto sostegni (41/2021), primo firmatario il senatore di FdI Andrea de Bertoldi, giacché la norma dovrebbe essere sovvenzionata con «9,1 milioni» (una somma stabilita dall’Esecutivo nelle ultime ore, che potrebbe, però, presto esser rivista al ribasso) per l’anno in corso, tratti dal «Fondo per le esigenze indifferibili», risorse, cioè, messe a disposizione degli schieramenti politici per finanziare iniziative all’interno dei provvedimenti dell’Esecutivo. Un semaforo verde, quello del viceministro dell’Economia Laura Castelli, che si è acceso ieri mattina sul testo, dopo una mediazione tra politici e tecnici durata alcune settimane, avviata con l’intento di far ridimensionare la cifra che era stata stimata da via XX Settembre: stando all’ultima quantificazione del dicastero, infatti, gli oneri complessivi derivanti dal differimento dei termini relativi agli adempimenti in capo ai professionisti sarebbero stati pari a 53,3 milioni per il 2021, «di cui 39,3 relativi ai versamenti tributari e i restanti 14,1 a quelli contributivi», numeri, però, che sono, poi, stati confutati dalla presentazione di un nuovo calcolo (svolto anche con i dati forniti dalle Casse di previdenza private) secondo cui, quando la norma entrerebbe in vigore, auspicabilmente nella fase discendente della pandemia, occorrerebbe una cifra di poco superiore ai 5 milioni per sostenere le spese del rinvio degli obblighi (si veda ItaliaOggi del 30 aprile 2021).

Ieri pomeriggio, nelle commissioni Finanze e Bilancio di palazzo Madama, sono cominciati i lavori sulle modifiche al decreto sostegni: stando a quanto si è appreso, a coprire la quota più consistente dei costi dell’emendamento, frutto di un’intesa fra esponenti di diversi partiti (lo hanno siglato, tra gli altri, i senatori di Iv Donatella Conzatti e Mauro M. Marino, della Lega Massimiliano Romeo, del Pd Tommaso Nannicini, insieme a membri del gruppo Misto, fra i quali Gaetano Quagliariello e Paolo Romani), dovrebbe essere FdI, il partito del parlamentare che lo ha depositato, estrapolando le tutele per i professionisti contagiati dal Coronavirus dal suo stesso disegno di legge sulla sospensione delle scadenze per malattia dei lavoratori autonomi, ora all’esame della commissione Giustizia (1474). «Il dialogo col governo non si ferma, l’obiettivo è convincerlo che i 9 milioni di oneri indicati nella riformulazione del testo potrebbero ulteriormente esser ridotti. La disponibilità di FdI a sostenere la parte più significativa degli oneri c’è», racconta de Bertoldi, però, «considerata la trasversalità dell’iniziativa legislativa di grande valenza sociale, tanto attesa dal mondo professionale che, al pari delle altre realtà produttive, sta pagando un prezzo alto, a causa del Covid, auspico che le altre forze politiche diano il loro contributo», conclude.

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