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Professionisti competitivi

Il fondo di garanzia anche ai liberi professionisti. La promessa, in cambio di molte incertezze invece sulla partita dei fondi europei che esclude ancora le professioni (si veda IO Sette del 13/04), è arrivata ieri dal sottosegretario allo sviluppo economico Simona Vicari alla conclusione del tavolo di lavoro «Competitività delle libere professioni», richiesto proprio dagli ordini e dalle rappresentanze delle professioni non ordinistiche.

Il tavolo coordinato dallo stesso ministero e che ha visto la partecipazione di tutte le componenti del mondo professionale ordinistico (Cup, Rtp), delle casse previdenziali (Adepp) e delle associazioni non ordinistiche aveva infatti l’obiettivo preciso di sbrogliare la matassa dell’accesso a queste forme alternative di credito, sulla carta aperte anche alle professioni (assimilate alle imprese) ma in pratica a loro ancora chiuse.

Intanto comunque un risultato il mondo delle professioni è riuscito a portarlo a casa: per il prossimo futuro quel fondo centrale di garanzia che favorisce l’accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese, attraverso la concessione di una garanzia pubblica, sarà esteso anche ai professionisti che fino ad ora lo avevano sottoutilizzato. «L’obiettivo», dice infatti il sottosegretario Vicari, «è quello di predisporre una serie di provvedimenti che agevolino l’accesso a fonti di finanziamento sulla falsariga di quanto previsto per i voucher per la digitalizzazione o per il fondo di garanzia per le Pmi, che snelliscano le procedure burocratiche che rallentano lo sviluppo delle libere professioni e che permettano una struttura di mercato più solida, organizzata e competitiva». Nulla di nuovo invece sul capitolo dei fondi strutturali europei che per i rappresentanti delle professioni rappresentano uno strumento essenziale. Qui la partita principale però si gioca con le regioni, giacché questi fondi strutturali (o indiretti) sono decisi e indetti dalle singole autonomie locali sulla base dei risultati dei cosiddetti tavoli di partenariato ai quali vengono invitate le parti sociali locali per raccoglierne le esigenze. Ma sono pochissime le regioni ad aver emanato bandi direttamente riservati ai professionisti o ad averli inclusi tra i beneficiari.

«Benissimo gli incentivi e gli strumenti per la crescita», dice il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, «ma lo strumento principe per rilanciare la competitività dei professionisti passa attraverso i fondi strutturali europei». «Come Cup», aggiunge poi il presidente Marina Calderone, «abbiamo molto apprezzato l’impegno del sottosegretario Vicari ad aprire un tavolo di discussione con le professioni per rendere gli studi ancora più competitivi. È arrivato il momento di pensare alle professioni come una risorsa del Paese in grado di dare una mano alla ripresa».

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