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Professionisti come le imprese

Liberi professionisti più vicini al mercato dei capitali, semplificazioni sull’accesso ai finanziamenti e sviluppo di strumenti alternativi collettivi e cartolarizzati. Dai cinque punti delineati dal commissario europeo al mercato interno, Elzabieta Bienkowska, emerge chiaramente l’intenzione a rafforzare e ampliare il campo d’azione dei liberi professionisti in Europa, riconoscendo a questi una rappresentanza a livello di commissioni e assemblee, considerandoli ormai di fatto come imprese.

Martedì scorso, in risposta a un’interrogazione orale presentata dal vicepresidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, Bienkowska, nel corso del dibattito che ne è seguito in sede plenaria, ha ribadito l’intenzione di promuovere le libere professioni, confermando quanto già disposto dalla Commissione europea prima della creazione, nel 2014, del gruppo di lavoro tecnico impegnato sul piano di azione per l’imprenditorialità 2020 (si veda ItaliaOggi del 9/9). Nell’arco di un mese, ha continuato il commissario, si prevede verrà adottata l’Internal market strategy, che spingerà a integrare le libere professioni sul mercato, forte anche dalla direttiva europea sulle professioni qualificate, che ha mappato più di 5 mila attività professionali.

I cinque punti

Il primo dei cinque punti delle linee guida esposte da Bienkowska si concentra sulla necessità di formare e fare acquisire le giuste competenze tecniche ai professionisti, nonché sull’offrire a questi ultimi informazioni base relative ai fondamenti dell’economia in cui agiscono e alle valutazioni base tra costi e profitti. Dentro tale area tematica l’Unione ha incluso il capitolo Erasmus, con l’intenzione di incentivare piani di scambio internazionale tra giovani talenti. Una maggiore facilità d’accesso ai mercati e alla finanza è il fondamento dei punti due e tre. Se da un lato viene rimarcata la necessità di eliminare quelle barriere che limitano le libere professioni, conferendo a queste qualificazioni in grado di incentivarne la mobilità, dall’altro ai professionisti devono essere aperte nuove vie di reperimento delle risorse. I liberi professionisti, al pari degli studi di avvocati, architetti, ingegneri e medici, devono poter accedere a finanziamenti alternativi e più flessibili, quali il crowdfunding, processo collaborativo di persone che utilizzano il proprio denaro per finanziare il lavoro di terzi, e le asset backed securities, strumenti assimilabili ad obbligazioni su operazioni di cartolarizzazione. Il quarto punto si dedica alla riduzione delle procedure amministrative, con l’eliminazione di alcuni oneri resa possibile grazie ad un allineamento informatico tra pubbliche amministrazioni, ad attività di reporting e di scambio informativo. Infine, la commissione ha confermato la necessità di dare maggiore voce e rappresentanza alla categoria delle libere professioni, tramite l’inserimento di queste in commissioni ed assemblee e all’interno di associazioni di piccole e medie imprese, quali ad esempio la Sme Assembly.

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