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Professionisti, check list per il decreto esonero

Quali sono i contributi oggetto dell’esenzione, come affrontare il «paletto» della regolarità contributiva, ma anche come comportarsi con chi ha già effettuato i versamenti, però (nei mesi a venire) si scoprirà che aveva diritto all’agevolazione: è quel che figurerà nella lista di domande rivolte ai ministeri del Lavoro e dell’Economia, con l’obiettivo di «diradare la nebbia» che avvolge il decreto (ancora al vaglio del dicastero di via XX Settembre) sull’esonero contributivo per i professionisti.

È questo, in base a quanto risulta a ItaliaOggi, il frutto della riunione di ieri pomeriggio dei direttori delle Casse previdenziali, che hanno deciso di presentare una proposta di interpello ai loro presidenti, in occasione dell’assemblea dei vertici dell’Adepp (l’Associazione dei 20 istituti pensionistici e assistenziali) del 27 maggio prossimo. In cima alle richieste di chiarimento per una corretta applicazione dell’«anno bianco» dei versamenti degli autonomi iscritti alla gestione separata dell’Inps e dei professionisti associati agli enti privati (stabilito dall’ultima legge di bilancio, e rifinanziato col decreto sostegni, 41/2021, che ha innalzato la dotazione per la misura a 2,5 miliardi, ndr) c’è quella relativa alla «competenza», giacché occorre accertare quale contribuzione può esser esonerata per un massimo di 3 mila euro: stando allo schema di decreto, si tratterebbe dei versamenti minimi del 2021, tuttavia alcuni enti sostengono che si includono pure le autoliquidazioni sui redditi del 2020. Un dubbio che, in ogni caso, andrà fugato, insieme alle sorti di chi è sulla soglia del pensionamento, avendo maturato il diritto, senza però aver presentato domanda per ottenere l’assegno. Come accennato, bisognerà pure sciogliere il «nodo» della determinazione della regolarità contributiva, sebbene ci si augura già che nel testo finale ci si rifaccia alle norme interne di ogni Cassa (si veda anche ItaliaOggi del 12 maggio 2021). L’uscita del decreto attuativo, intanto, tarda ad arrivare. E si apprende che i tempi, tra la «bollinatura» del ministero dell’Economia, il passaggio in Europa per l’esame (trattandosi di «aiuti di Stato») ed il successivo approdo in Gazzetta Ufficiale, potrebbero esser maturi non prima della metà di giugno.

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