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Professionisti all’asciutto

Con la riforma del concordato in bianco il professionista rischia di restare a bocca asciutta, nel caso in cui l’imprenditore prenda la strada della ristrutturazione dei debiti. Una delle novità più incisive introdotte nella procedura del concordato preventivo in bianco dal decreto «del fare» (69/2013) è sicuramente la facoltà del tribunale di anticipare la nomina del commissario giudiziale nel provvedimento di assegnazione del termine entro il quale il ricorrente deve presentare la proposta, il piano e la documentazione a supporto. L’art. 82 del dl prevede infatti che il tribunale «può», avvalorando così l’interpretazione che è del tribunale la competenza ad emettere il predetto provvedimento. La novella quindi non prevede l’obbligatorietà di nominare il commissario giudiziale, nel rispetto degli art. 28 e 29 l. fall., ma una facoltà di anticiparla rispetto al momento tipico cioè nel decreto di ammissione alla procedura ai sensi dell’art. 163 l. fall. Il commissario, che ha la disponibilità dei libri contabili, deve riferire immediatamente al tribunale nel caso in cui il debitore abbia posto in essere una delle condotte previste dall’art. 173, c.2, l. fall. e monitorare l’attività che il debitore pone in essere ai fini della predisposizione della proposta e del piano. Su quest’ultima attività il debitore deve riferire periodicamente con la cadenza fissata dal tribunale (almeno mensilmente). Al momento dell’ammissione alla procedura di concordato preventivo il tribunale non dovrà provvedere alla nomina del commissario ma semplicemente dare atto che il medesimo è già stato nominato. Ciò precisato è necessario sottolineare che l’imprenditore (sopra soglia) che deposita la domanda di concordato «in bianco» può, entro il termine assegnato dal tribunale per presentare la proposta di concordato preventivo e il piano, depositare in alternativa una domanda di omologazione di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis l. fall. Ma l’accordo di ristrutturazione dei debiti non prevede la nomina del commissario giudiziale, cioè il professionista che ha rivestito tale carica per un certo periodo e svolto la sua attività decade dall’incarico. Considerato che il commissario giudiziale non svolge la sua attività a titolo gratuito ma ha diritto a un compenso è necessario capire: a) quale compenso spetta al predetto soggetto per l’attività svolta; b) come e chi liquida il compenso. Inoltre, è necessario sottolineare che la problematica sul compenso del commissario giudiziale rimane anche nel caso in cui il debitore lasci scadere il termine senza presentare la proposta di concordato preventivo e il relativo piano e nel caso in cui a tale presentazione non faccia seguito il decreto di ammissione.

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