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Professionisti al test dei compensi

Determinare correttamente il reddito percepito nell’attività professionale è uno step fondamentale, sul quale si annidano però alcune insidie. Potenziali errori che potrebbero riflettersi sul calcolo dell’Irpef e dell’Irap da versare entro il 16 giugno, oltre che – in prospettiva – nella compilazione di Unico, in cui il reddito dovrà essere indicato all’interno del quadro RE.
Gli importi percepiti
Una delle voci principali che incide sul reddito (professionale) è costituita dai compensi percepiti nell’anno. L’ammontare deve essere determinato con riguardo agli incassi del periodo di imposta.
In linea di principio, per i compensi assoggettati a ritenuta d’acconto, quindi corrisposti dai sostituti di imposta (società, altri professionisti, e così via), si può riscontrare la coincidenza dell’ammontare risultante dalla contabilità con l’importo indicato nella certificazione unica 2015. La non coincidenza degli importi potrebbe essere dovuta all’applicazione di criteri diversi per quantificare i compensi relativi (percepiti) nel periodo di imposta.
Una prima verifica da effettuare, perciò, riguarda la data di incasso del corrispettivo. In alcuni casi la non coincidenza dell’importo può essere dovuta agli incassi/pagamenti effettuati tramite bonifico bancario o assegno.
Il compenso si considererà incassato nel periodo di imposta in cui la somma è materialmente disponibile sul conto corrente bancario. Questo momento deve essere individuato con riferimento alla data dell’operazione e non a quella di valuta: la prima è quella in cui la somma di denaro è materialmente disponibile sul conto corrente, la seconda rileva invece solo per il computo degli interessi bancari. Se un cliente del professionista che ha ritardato il pagamento della fattura, avesse effettuato il 2 gennaio 2015 un bonifico con valuta 31 dicembre del 2014, l’importo non potrà considerarsi incassato nel 2014, ma nell’anno successivo.
Il compenso dovrà essere dichiarato nel periodo d’imposta 2015 (modello Unico 2016), cioè nell’anno in cui il professionista ha la materiale disponibilità della somma sul conto corrente.
Gli anticipi del committente
In altri casi i problemi che i professionisti devono affrontare non riguardano l’individuazione del periodo di imposta in cui le somme si considerano incassate, ma la nozione di compenso.
Il decreto sulle semplificazioni fiscali (Dlgs 175/2014) ha previsto che le prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista. Tuttavia, questa disposizione si applica dal periodo di imposta 2015.
Per determinare dunque i compensi relativi al 2014, quindi, devono essere applicate le vecchie regole. Se un professionista è stato ad esempio invitato a tenere una relazione in un convegno e l’impresa committente ha pagato in anticipo le spese alberghiere e il ristorante, questi oneri avrebbero dovuto essere fatturati dal professionista.
L’ammontare dovrà essere dichiarato, secondo quanto chiarito dall’agenzia delle Entrate, nel modello Unico 2015 (risposta fornita dalla Dre del Piemonte in occasione della diretta Map del 6 aprile 2006).
Il fondo spese 
Al contrario potrebbe non assumere rilevanza l’erogazione di un fondo spese in favore di un professionista nel periodo di imposta 2014, la cui fattura sia stata emessa, entro i 60 giorni successivi, nel periodo di imposta 2015. Questa possibilità è prevista dal Dm 31 ottobre 1974 a condizione che sussistano i presupposti.
Il fondo spese deve essere indistinto ed essere composto da spese e da compensi. Pertanto è necessario che l’attività professionale svolta o da svolgere preveda il pagamento di spese in nome e per conto del committente. Questi oneri (anticipati) non rilevanti ai fini reddituali (sono mere partite di giro) devono essere documentati.
Inoltre, il fondo spese ricevuto non sarà soggetto immediatamente a tassazione, purché sia registrato nel libro delle somme in deposito o nel registro dei movimenti finanziari (tra le movimentazioni per conto terzi).
Entro i 60 giorni successivi all’erogazione della somma dovrà essere emessa la fattura. Pertanto gli importi fatturati nel 2015 (nei 60 giorni successivi) assumeranno la natura di compensi in questa annualità. I fondi spese ricevuti alla fine del 2013 e fatturati nel 2014 dovranno essere dichiarati come compensi nel periodo di imposta 2014.

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