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Professionisti ai margini delle Ctp

di Valerio Stroppa e Cristina Bartelli  

Professionisti da fatto fuori dalle commissioni tributarie. Grazie all'estensione delle cause ostative: allineandosi a molteplici pronunce dei giudici amministrativi, viene stabilito che non potranno rivestire il ruolo di magistrato tributario non soltanto i consulenti fiscali (ancorché saltuari o occasionali), ma anche chi detiene le scritture contabili e redige i bilanci. Inoltre, non potranno essere componenti di Ctp i coniugi, i conviventi, i parenti fino al terzo grado o gli affini di primo grado di coloro che esercitano attività professionale in ambito tributario nella regione e nelle province confinanti rispetto a dove ha sede la commissione. Idem per le Ctr con le regioni confinanti. Lo prevede la riforma della giustizia tributaria contenuta nella bozza di manovra correttiva domani all'esame del consiglio dei ministri (possibili rilevanti modifiche). Entro due mesi dall'entrata in vigore della manovra i giudici che si trovano in stato di incompatibilità dovranno comunicare al Cpgt e alla Direzione giustizia tributaria del Df la cessazione della causa ostativa, pena la decadenza. La manovra prevede il contributo unificato per i processi tributari. L'importo, variabile dai 30 ai 1.500 euro, sarà proporzionale al valore della controversia instaurata presso Ctp e Ctr, senza prevedere soglie minime di esenzione. Forte incremento dei magistrati togati nelle commissioni: per loro è pronto un concorso da 960 posti che il consiglio di presidenza dovrà bandire entro l'estate. E il Cpgt cambierà forma, con la poltrona di presidente che, a decorrere dal prossimo mandato, spetterà d'ufficio al primo presidente della Cassazione. Introdotta anche la possibilità di trasmettere le comunicazioni processuali via Pec. Il testo peraltro riprende in larga parte la proposta di intesa già avanzata dal ministero dell'economia all'Associazione magistrati tributari (anticipata da ItaliaOggi del 3 giugno scorso), rifiutata dai giudici.

Contributo unificato. I ricorsi presentati alle commissioni tributarie saranno soggetti al contributo unificato, al pari di quanto già avviene per le giurisdizioni civile e amministrativa. Il valore della lite sul quale calcolare l'importo da versare dovrà risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni del ricorso. Sui procedimenti tributari, quindi, non saranno più dovute le imposte di bollo. La novità si applicherà alle controversie instaurate dopo l'entrata in vigore della manovra.

Compensi. Un dpcm, emanato sulla base dei dati sulla produttività comunicati dal Cpgt, stabilirà l'assegnazione di una quota del gettito derivante dal contributo unificato in favore degli uffici giudiziari che abbiano raggiunto appositi obiettivi di efficienza. Un terzo andrà per spese di giustizia, un terzo al personale amministrativo e un terzo alle spese di funzionamento, inclusi i compensi accessori per i giudici. In linea con la proposta già formulata da via XX Settembre all'Amt, però, l'aumento dei compensi variabili avrà due condizioni: lo smaltimento entro il 31 dicembre di ciascun anno di almeno il 10% delle pendenze rispetto all'anno precedente (ridotto al 5% per il 2011) e il deposito della sentenza , in caso di pronuncia sulla sospensiva, entro 90 giorni dall'ordinanza cautelare.

Cpgt. Cambia la composizione dell'organo di autogoverno della giustizia tributaria. A decorrere dal prossimo rinnovo dell'organo, il Cpgt sarà presieduto dal primo presidente della Corte di cassazione. I componenti eletti dai giudici tributari saranno 10 (e non più 11). Il Consiglio eleggerà un vicepresidente tra i quattro componenti eletti dal parlamento (e non più due vicepresidenti).

Concorso. Uno degli obiettivi della riforma è quello di assicurare progressivamente la presenza di giudici di carriera per almeno due terzi nelle Ctr. Entro due mesi dall'entrata in vigore della manovra il Cpgt dovrà indire un concorso per la copertura di 960 posti vacanti presso le commissioni tributarie. La selezione sarà riservata ai magistrati ordinari, amministrativi, militari, in servizio, che non prestino già servizio presso le commissioni.

Pec. Le comunicazioni processuali nel contenzioso tributario potranno essere effettuate anche tramite posta elettronica certificata. Un dm dell'Economia stabilirà le regole tecniche, nonché le commissioni nelle quali troverà graduale applicazione la procedura telematica. Fino all'entrata in vigore di tale decreto, comunicazioni e notificazioni viaggeranno secondo le regole ordinarie, senza applicazione delle maggiorazioni del contributo unificato. Il mineconomia dovrà predisporre ulteriori norme attuative, sentiti Cnipa e Garante privacy.

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