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Professioni Rischi penali: meglio affrontarli in quattro

Formazione e cultura per ripartire. Insieme. Dai professionisti dell’area giuridica-economica parte un messaggio innovativo che poggia su progetti condivisi e sinergici. E’ stata appena avviata, infatti, una stretta collaborazione tra le strutture scientifiche degli Ordini di avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e notai. Il protocollo d’intesa ha lo scopo di «favorire la collaborazione nello svolgimento e nell’organizzazione di attività scientifiche e culturali d’interesse comune, nonché negli approfondimenti attinenti all’etica, alla deontologia, alla cultura professionale e al ruolo sociale». 
E il primo atto di questa sinergia è arrivato con un momento di riflessione sul tema «Professioni e società: il rischio penale nelle professioni liberali», organizzato nei giorni scorsi a Roma. Per la prima volta — nell’ambito degli obblighi di formazione a cura degli ordini professionali — quattro professioni della stessa area decidono di cooperare per fornire ai propri iscritti una formazione e un aggiornamento interdisciplinare, nell’ottica di uno scambio di conoscenze ed esperienze tra le diverse categorie.
Il progetto
«Dalle nostre Fondazioni parte un grande segnale che tutti dovrebbero cogliere» commenta Marina Calderone, presidente del Cup, il coordinamento degli Ordini. «Da sottolineare in questo particolare momento storico la voglia di unità tra i professionisti», ha commentato il presidente del Consiglio nazionale e della Fondazione italiana del Notariato, Maurizio D’Errico.
La collaborazione sarà mirata a valorizzare l’eccellenza delle quattro professioni attraverso: la promozione di studi e ricerche in materia di formazione per l’accesso e di aggiornamento professionale degli iscritti ai rispettivi albi o registri; l’organizzazione di attività formative, di orientamento, di perfezionamento e di specializzazione professionale; la promozione di iniziative di approfondimento giuridico e di cultura professionale mediante ricerche, incontri, seminari, scambi culturali, forum telematici e pubblicazioni. «Una componente importante dell’accordo riguarda la formazione» spiega il segretario generale dell’Istituto di ricerca dei dottori commercialisti, Gianpaolo Valente.
I partner
Per la realizzazione delle proprie finalità, le professioni potranno collaborare con organismi omologhi di Stati membri dell’Unione Europea e di altri Paesi esteri per lo studio, lo scambio di esperienze e per iniziative comuni. «L’obiettivo dell’accordo è quello di diffondere la consapevolezza dei doveri e delle responsabilità che per gli appartenenti a queste categorie giocano un ruolo chiave in questo momento difficile per il Paese», dice Alarico Mariani Marini, vice presidente della Scuola nazionale dell’avvocatura. Sul valore sussidiario delle attività dei liberi professionisti si è soffermato il presidente della Fondazione studi consulenti del lavoro, Rosario De Luca. «Facciamo giornalmente fronte alle inefficienze della pubblica amministrazione e senza alcun compenso. Eppure, si ripetono sempre più spesso i casi in cui i professionisti vengono coinvolti in concorso di reato con gli imprenditori. E nella maggior parte dei casi ne viene poi riconosciuta l’estraneità. Ma quali e quanti danni crea quel coinvolgimento nella sfera professionale, sociale e familiare? E di risarcimenti neanche a parlarne».
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