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Professioni al nodo concorrenza

La partita si gioca soprattutto tra notai e avvocati, con un ruolo da “comprimari” per farmacisti e ingegneri (si veda la scheda a fianco). La legge annuale sulla concorrenza – che riprenderà il cammino parlamentare tra poco più di una settimana presso le commissioni riunite Finanze e Attività produttive della Camera – guarda soprattutto, con riferimento al le professioni, al settore legale. Una partita che si annuncia molto aperta, a giudicare dal fatto che una delle novità più rilevanti – quella che sottraeva ai notai l’esclusiva sulle compravendite di immobili di uso non abitativo per un valore inferiore a 100mila euro e apriva la porta agli avvocati – è già scomparsa. 
Tende a stemperare i toni Andrea Mascherin, presidente del Consiglio nazionale forense: «Era un’ipotesi di certo gradita, ma estemporanea. Più coerente con il sistema già esistente sarebbe, invece, che all’interno della negoziazione assistita, dove già l’accordo in materia immobiliare raggiunto davanti all’avvocato vale come titolo per l’iscrizione di ipoteca, diventasse anche titolo per la trascrizione di trasferimento di proprietà del bene, con risparmio di tempo e denaro per il cliente. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha detto di voler presentare un emendamento in tal senso». Soddisfatti, ovviamente, della marcia indietro i notai. Prima ancora del ragionamento di mercato, il presidente del Consiglio nazionale, Maurizio D’Errico sottolinea che il Parlamento ha riconosciuto «il ruolo del notaio come soggetto terzo e non di parte, a garanzia della pubblicità e della corretta tenuta dei registri immobiliari, ribadendo un principio destinato a valere in tutte le contrattazioni immobiliari ».
Accantonata, per il momento, questa pratica, restano gli altri passi che il Ddl (atto Camera 3012) impone soprattutto, in nome del principio della concorrenzialità, ad avvocati e notai. Non tutte le novità provocano “mal di pancia”. Per gli avvocati, sia l’apertura sul fronte delle associazioni professionali sia quella relativa all’obbligo di presentare al cliente un preventivo, viene digerita senza problemi. «Riguardo alla possibilità di far parte di più associazioni tra avvocati – commenta Mascherin – c’è solo da tener d’occhio possibili conflitti di interessi, che si possono prevenire studiando misure adeguate. Sul preventivo obbligatorio c’è da valutare la particolarità del “prodotto venduto”: per attività seriali si può stimare con precisione quale sarà la spesa per il cliente. In altri casi – si pensi, per esempio, a procedimenti penali o anche civili complessi – è difficile prevedere il loro iter e, dunque, calcolarne i costi».
Discorso diverso per le società tra professionisti. Il Ddl apre alle società di capitali. «C’è il serio rischio di creare studi legali in mano a banche o assicurazioni, senza contare il pericolo di infiltrazioni criminose. Non si tratta di un “no” preconcetto, ma una soluzione come quella proposta presenta molte criticità. Bisogna studiarla meglio».
Per i notai in arrivo maggiori controlli sulle somme riscosse come sostituti di imposta: «La sicurezza dei trasferimenti immobiliari sarà rafforzata anche sul fronte del prezzo pagato e delle imposte collegate».
Il disegno del Governo porterà a un aumento del numero dei notai che per il presidente «sarà sostanzioso, in un momento in cui la crisi economica ha rallentato anche la nostra attività professionale, ma condividiamo la logica di creare maggiore occupazione soprattutto per i giovani».
Infine va a vantaggio dei cittadini il passaggio dai tribunali al Notariato del registro delle successioni. «Sarà consultabile online da tutta Italia – conclude D’Errico – evitando lunghi spostamenti per eredi lontani».

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