Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Produzione mai così bene dal 2000

di Raffaella Polato

MILANO — Un boom, all'apparenza. O quanto meno un inatteso, forte risveglio. Arrivano i dati Istat sulla produzione industriale di agosto e sembrano dare un primo controsegnale a tutti gli allarmi sull'Italia che non cresce. Indice congiunturale mensile: +4,3% (rispetto a luglio). Indice tendenziale annuo, corretto per gli effetti del calendario: +4,7%. Media dei primi otto mesi 2011: +1,7%. Dell'ultimo trimestre: +0,7%. Sono numeri che sorprendono gli analisti. Una leggera correzione al rialzo se l'aspettavano. Ma limitata: intorno allo 0,2%. Si ritrovano quel 4,3% che rappresenta l'incremento mensile più consistente mai registrato dal gennaio 2000. Spia di un'insperata ripresa, trainata dall'export e favorita dal progressivo indebolimento dell'euro? No, è la risposta secca.

Lo si potrebbe pensare scomponendo l'indice tendenziale, il +4,7% della proiezione annua: la linea poco più che piatta dei beni di consumo (+0,6%) è compensata da una crescita robusta della produzione di beni intermedi e strumentali (+8,3% e +6,9%). Un quadro al cui interno un solo settore segna un pesante calo: il tessile-abbigliamento, giù del 10%. E un altro va marcatamente sopra la media: l'auto, con un balzo addirittura del 31,7%.

Proprio questo, però, è l'indicatore più evidente di una classica «distorsione statistica». Sono gli stessi uomini dell'Istat, del resto, a sottolineare la «volatilità storica» di un mese come agosto. Le fabbriche chiudono per ferie, la base ridotta di attività enfatizza variazioni in sé minime, gli «aggiustamenti stagionali» sono più importanti ma anche più difficili da rilevare. Si spiega così lo scetticismo generale. Non sulla correttezza della rilevazione in sé, ovviamente, ma sull'effettivo significato di quell'apparente salto. Dal fronte del governo si tende — ed è scontato — a leggere il dato di agosto come una certificazione di avvio di ripresa. Per Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, «ci dice che l'economia italiana si muove: con le prossime misure dobbiamo assecondare questa attitudine». Per Paolo Romani, titolare dello Sviluppo, non è solo «un segnale incoraggiante che dimostra la solidità dell'economia italiana»: indica che «il Paese ha ripreso a camminare sulla strada dello sviluppo», su cui ora «è necessario accelerare». Su questo, sulla «necessità di accelerare», nessun dubbio dalle parti sociali. L'inversione di tendenza, però, non la vedono né gli analisti, né le imprese, né il sindacato. «Non illudiamoci», avverte la Cgil: agosto è «un mese anomalo», il fatto che a settembre «la cassa integrazione abbia ripreso a crescere» dimostra che «l'inversione non c'è». La Cisl registra il «positivo rimbalzo». Gli stessi dati Istat, aggiunge, confermano però «la lunga e preoccupante fase di stagnazione».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa