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Produttività, taglio da 250 milioni

Retromarcia notturno della “strana maggioranza” sulla detassazione della produttività, una mossa che è costata anche una delle due battute d’arresto del Governo (l’altra è sul comparto sicurezza) che hanno caratterizzato il via libera finale della Commissione Bilancio alla legge di stabilità.
Solo 24 ore prima i due relatori, Pier Paolo Baretta (Pd) e Renato Brunetta (Pdl), nel depositare l’emendamento con cui hanno riscritto il pacchetto fiscale avevano annunciato l’aumento per 800 milioni in due anni della dote da destinare agli sgravi sulla parte dei salari legati all’efficienza e alla produttività. Salvo poi in piena notte sfilare dalla dote per il 2013 da 1,2 miliardi di euro una posta da 250 milioni per assicurare interventi di sostegno alle popolazioni colpite dalle calamità alluvionali di queste ultimi giorni. Inizialmente i due relatori avevano assicurato la copertura delle risorse pescando dalle ammende del Ponte sullo stretto per poi decidere di cambiare indirizzo. «Un errore» secondo il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo: «La mia contrarietà all’emendamento dei relatori che ha sottratto risorse al fondo per la produttività, non era sulla congruità della copertura, ma sul merito». Il premier Mario Monti – ha spiegato Polillo parlando ieri con i cronisti a Montecitorio – ha detto che l’Italia ha due spread rispetto alla Germania: «uno è quello, noto, sui titoli di Stato; il secondo è quello relativo alla competitività e alla produttività del nostro sistema economico».
La seconda battuta d’arresto il Governo l’ha dovuta incassare in piena notte sullo sblocco del turn over del comparto sicurezza. Sul tema l’Esecutivo aveva espresso parere negativo, nonostante i relatori avessero eliminato dal loro emendamento una norma per venire incontro alle richieste del Tesoro. Nella nuova formulazione poi approvata si prevede la possibilità per il comparto sicurezza di assunzioni «in deroga al blocco del turn over» previsto per la Pa, per una spesa complessiva di 100 milioni. È stata tolta l’indicazione delle soglie di copertura del turn over (fino al 50% nel 2013) indicate nella prima versione dell’emendamento dei relatori.
Frizioni tra maggioranza e Governo anche sulle scuole paritarie. Alla fine è passato l’emendamento che rende effettivo il finanziamento dei 223 milioni assegnati per il 2013 spostandone l’allocazione dai bilanci regionali a quelli del ministero dell’Istruzione.
Tra le altre modifiche approvate martedì notte si segnalano anche gli aumenti delle detrazioni Irpef per i figli a carico (si veda pagina 13). Novità dell’ultima ora anche per i lavoratori socialmente utili. Viene previsto infatti che una quota parte (500mila euro) dell’autorizzazione di spesa (110 milioni di euro per il 2013) stanziata per la prosecuzione degli interventi statali in favore dei lavoratori socialmente utili (Lsu) sia destinata all’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori cassintegrati, in mobilità, socialmente utili, disoccupati e inoccupati che, a partire dal 2010, hanno partecipato a progetti formativi regionali o provinciali presso gli uffici giudiziari per lo smaltimento degli arretrati.
Via libera della Commissione Bilancio anche al Ddl bilancio dove, come evidenzia il relatore Amedeo Ciccanti (Udc), il Governo ha incrementato con 4,2 milioni di euro nel triennio il Programma “Amministrazione penitenziaria” della Giustizia. Aumenta di 1,3 milioni di euro per gli anni 2013 e 2014 e di 1,7 milioni di euro nel 2015 anche il Programma “Promozione, coordinamento, sostegno e vigilanza del movimento cooperativo” e di 2 milioni il fondo per le politiche sociali da destinare 1,5 milioni di euro all’Unione italiana ciechi e per 0,5 milioni di euro all’Associazione nazionale vittime civili di guerra.

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