Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Produttività, rush finale sui contratti

Con la circolare 11/E, pubblicata dall’agenzia delle Entrate la scorsa settimana, si completa la cornice operativa per la detassazione dei salari di produttività, che quest’anno può contare su una dote da 950 milioni, come previsto dal Dpcm del 22 gennaio (pubblicato sulla «Gazzetta ufficiale» 75 del 29 marzo 2013).
La palla passa ora alle imprese interessate, che dovranno mettere in campo tutti gli adempimenti per la piena applicazione dell’aliquota del 10%, sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali. Senza trascurare gli effetti in busta paga legati al gap temporale tra l’eventuale pagamento dei bonus e la messa a fuoco di tutti i tasselli operativi.
Sono al sicuro gli integrativi siglati prima del 13 aprile 2013, data di entrata in vigore del Dpcm attuativo della detassazione per quest’anno, efficaci nel 2013, se riferiti a indicatori quantitativi di produttività (i cosiddetti premi di risultato, che in Italia sono previsti dal 1993). Questi “vecchi” contratti devono essere depositati alle direzioni territoriali del Lavoro, anche tramite Pec, entro lunedì prossimo, 13 maggio. Per i nuovi accordi, invece, il deposito deve avvenire entro 30 giorni dalla firma.
Al deposito, o all’interno dei contratti, l’impresa dovrà allegare un’autodichiarazione di conformità con le condizioni stabilite dal Dpcm: diversa sorte per le intese già depositate per altre finalità (si pensi alla decontribuzione Inps), per le quali è sufficiente presentare la sola autodichiarazione, con rinvio agli estremi del contratto. Rispetto al passato, comunque, sindacati e imprese evidenziano che non è più percorribile un trasferimento automatico di istituti del contratto nazionale, come straordinari, notturni, festivi, a meno che non ci sia un legame “diretto” con la produttività.
Il percorso che porta alla detassazione prevede, infatti, due strade: la prima comprende le voci retributive pagate per risultati specifici e oggettivi raggiunti in termini di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione. La seconda strada detassa le somme pagate per attività svolte dal lavoratore e ricollegabili a 4 aree: flessibilità di orario, calendario delle ferie, utilizzo di nuove tecnologie, fungibilità delle mansioni. Sul primo fronte il recente accordo quadro, siglato da Confindustria e sindacati, estende la detassazione dei premi alle imprese – prive di rappresentanza sindacale o di contratto aziendale – che, attraverso un accordo territoriale, introducano un orario di lavoro diverso, legato all’obiettivo di aumentare la produttività. L’accordo comincia a essere recepito sul territorio: è della scorsa settimana la firma dell’intesa tra Assolombarda e i sindacati di Milano e Monza.
Il secondo canale, invece, risulta difficilmente percorribile e attira le maggiori criticità secondo buona parte di sindacati e associazioni datoriali, visto che «i paletti sono troppi, con la richiesta della presenza di almeno tre interventi su quattro».
Gli step da seguire
Ma vediamo, nel dettaglio, i passaggi necessari per l’applicazione del beneficio: prima di applicare la detassazione sui bonus nel Libro unico del lavoro, i datori dovranno effettuare le verifiche sulla situazione soggettiva dei dipendenti coinvolti. Infatti, l’imposta agevolata spetta solo per chi, nell’anno d’imposta 2012, non abbia percepito un reddito da lavoro dipendente superiore a 40mila euro lordi, nel limite massimo detassabile di 2.500 euro lordi nel 2013.
Il controllo seguirà modalità diverse, a seconda che i lavoratori siano stati in forza presso l’azienda per tutto il 2012 o solo per alcuni mesi, oppure siano stati assunti nel 2013 (si veda l’altro articolo in pagina).
In particolare, se l’impresa ha già sottoscritto un accordo collettivo aziendale o opera sotto l'”egida” di una pattuizione siglata a livello territoriale, può applicare la detassazione calcolando l’imposta al 10%, a partire dai premi pagati dopo la firma del contratto collettivo. Anche nell’attuale quadro normativo, infine, dovrebbero essere sempre valide le indicazioni fornite con l’interpello del Lavoro 14/2012: la detassazione può essere applicata solo dai datori di lavoro che svolgono un’attività economica, restando così esclusi quei soggetti che operano senza finalità di lucro, come gli enti morali, le Onlus e così via.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa