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Produttività, iter semplificato

Gli accordi territoriali per la detassazione relativi al 2013 scaduti, ma non formalmente disdettati, possono essere ritenuti validi anche per i mesi del 2014 che precedono la firma del nuovo accordo valevole per l’anno corrente sempre che ci sia stata continuità nell’applicazione delle misure di “efficientazione”. Le aziende che quest’anno applicheranno senza modifiche contratti depositati, insieme alla dichiarazione di conformità, lo scorso anno non hanno altri adempimenti da rispettare (si veda anche il Sole 24 Ore del 24 maggio).
Lo precisa il ministero del Lavoro nella circolare 14/2014, con cui fa il punto sulla detassazione 2014 di alcune voci retributive collegate all’aumento di produttività. Il Dpcm 19 febbraio 2014 ha, di fatto, esteso la facilitazione fiscale a quest’anno, elevando l’importo massimo detassabile a 3.000 euro per ogni lavoratore (erano 2.500 euro per il 2013) lasciando tuttavia inalterate le regole applicate lo scorso anno.
Tutto invariato, dunque, per quanto riguarda la necessità che le somme agevolate siano erogate in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale. Valide anche le intese “fatte in casa” sempre che siano presenti le Rsa o le Rsu. Continuano a rimanere fuori i contratti collettivi nazionali di lavoro, nonché le intese singole e/o plurime sottoscritte dal datore di lavoro direttamente con i lavoratori in assenza delle associazioni sindacali dei lavoratori.
A tal fine, ricorda il ministero, queste ultime devono risultare comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Resta fermo a 40.000 euro, il livello di reddito di lavoro dipendente del 2013 oltre il quale il lavoratore perde il diritto al beneficio.
Riguardo alla retribuzione di produttività non cambiano le indicazioni dello scorso anno. Ne deriva che, anche per il 2014, potranno essere detassati gli emolumenti retributivi finalizzati a migliorare la produttività o l’efficientazione aziendale. Per questo ci si può riferire, in alternativa, a indicatori di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione.
Nella circolare il ministero indica alcune voci che possono presentare le caratteristiche richieste. Tra le molte ricordiamo quelle collegate alla lavorazione in periodi di riposo di origine pattizia (ad esempio i Rol) oppure a prestazioni lavorative aggiuntive rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale di categoria.
Ricordano i tecnici ministeriali che qualora, per il raggiungimento degli obiettivi posti alla base della detassazione, gli accordi collettivi territoriali o aziendali prevedano delle modifiche alla distribuzione degli orari di lavoro esistenti in azienda, ovvero delle variazioni riferite alla gestione dei turni di lavoro o su giornate aggiuntive (per esempio lavoro domenicale o festivo) e comunque in genere degli interventi destinati al miglioramento dell’utilizzo degli impianti e dell’organizzazione del lavoro, il 10% si potrà applicare sulle quote orarie e sulle eventuali maggiorazioni. L’agevolazione è cumulabile con quella riconosciuta sui premi di produttività.

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