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Produttività, accordi all’appello

È partita la corsa al deposito degli accordi collettivi aziendali o territoriali sulla produttività, per fruire della detassazione dei “premi” corrisposti ai lavoratori nel 2014. Entro il 13 giugno, infatti, dovranno essere depositate le intese siglate prima del 14 maggio, data di entrata in vigore del Dpcm del 19 febbraio (pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 29 aprile), che ha dettato le regole per quest’anno. Le intese siglate invece dopo il 14 maggio, dovranno essere depositate entro 30 giorni dalla stipula.
Per fruire dell’agevolazione, nel 2014 si applicheranno le regole generali dettate dal Dpcm del 22 gennaio 2013. Il decreto licenziato per quest’anno dà attuazione alla previsione della legge di stabilità 2013 (articolo 1, comma 428, della legge 228/2012), che estende al 2014 l’applicazione dell’aliquota del 10%, sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali, alle retribuzioni di produttività.
L’unica differenza sostanziale introdotta per quest’anno riguarda l’incremento della soglia dei salari incentivanti assoggettabili all’imposta agevolata: da 2.500 euro lordi del 2013, il limite è stato infatti innalzato a 3mila euro lordi.
Resta invece immutato il requisito reddituale: potranno godere della detassazione solo i lavoratori con reddito da lavoro dipendente riferito al 2013 non superiore a 40mila euro (al lordo delle somme assoggettate all’agevolazione nello stesso anno d’imposta).
Lo sfasamento temporale nel rilascio delle modalità gestionali di questo meccanismo rischia però di creare qualche criticità e i datori di lavoro devono sempre prestare attenzione al rispetto dei vari passaggi. Vediamo nel dettaglio.
Le condizioni
Per godere della detassazione, è necessario che sia stato siglato un accordo collettivo aziendale o territoriale: nel primo caso, può essere sottoscritto dalle rappresentanze sindacali presenti in azienda (Rsa o Rsu), ovvero – per le aziende che ne sono prive – dalle associazioni dei lavoratori a livello territoriale.
La nota positiva è che, non essendo cambiato il quadro delle regole, restano validi gli accordi di produttività ancora in vigore e che rispondono alle condizioni del Dpcm del l’anno scorso.
Il primo adempimento da effettuare, per le aziende, è il deposito degli accordi alle Dtl, anche tramite Pec, entro 30 giorni dalla sottoscrizione. Per le intese già siglate, si ritiene che valga la stessa procedura illustrata dal ministero del Lavoro per la detassazione 2013 (circolare 15/2013), ovvero, come detto, il deposito entro il 13 giugno.
Al deposito, ovvero nel corpo degli accordi, il datore di lavoro dovrà allegare un’autodichiarazione di conformità per confermare la rispondenza dei contenuti del contratto con le condizioni stabilite dalla normativa: diversa è la sorte dei contratti già depositati per altre finalità (si pensi – ad esempio – alla decontribuzione Inps), per i quali sarà sufficiente presentare la sola autodichiarazione, con espresso rimando agli estremi del contratto.
La detassazione può comunque essere applicata a partire dalla stipula delle intese, poiché il deposito alle Dtl è finalizzato al solo monitoraggio: il potere accertativo è, infatti, di competenza delle Entrate, attivabile anche su segnalazione del Lavoro.
I riflessi in busta paga
Prima di applicare nel Lul la detassazione sulle retribuzioni incentivanti, i datori dovranno verificare la situazione soggettiva dei lavoratori interessati.
Infatti, l’imposta può essere calcolata al 10% solo per i soggetti che nell’anno d’imposta 2013 non hanno percepito un reddito da lavoro dipendente superiore a 40mila euro lordi, nel limite massimo detassabile di 3mila euro lordi nel 2014.
Il controllo seguirà modalità diverse, a seconda che i lavoratori siano stati in azienda per tutto il 2013 o solo per una parte dell’anno (ovvero se si tratta di lavoratori con più sostituti d’imposta) o siano stati assunti nel 2014.
Se il datore di lavoro ha già sottoscritto un accordo collettivo aziendale o se opera nell’ambito di una pattuizione già siglata a livello territoriale, può applicare la detassazione calcolando l’imposta nella misura del 10% ai dipendenti interessati, a partire dagli emolumenti incentivanti erogati dopo la sottoscrizione del contratto collettivo.
I datori di lavoro che da gennaio 2014 – in attesa della pubblicazione del Dpcm – abbiano applicato le aliquote Irpef ordinarie, potranno recuperare la maggiore imposta versata con la prima busta paga utile, o avvalendosi delle operazioni di conguaglio di fine anno o di fine rapporto: è il caso delle erogazioni che derivano da accordi a validità pluriennale e che rispettano le condizioni imposte dal decreto.

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