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Procura sostanziale al legale

Nel procedimento di mediazione obbligatoria è necessaria la comparizione personale delle parti, assistite dal difensore. In tale procedura, la parte può anche farsi sostituire da un proprio rappresentante sostanziale, eventualmente coincidente con il medesimo difensore che lo assiste, purché dotato di apposita procura sostanziale. Inoltre, la condizione di procedibilità può ritenersi realizzata al termine del primo incontro davanti al mediatore, qualora una o entrambe le parti, dopo essere state adeguatamente informate sulla mediazione, comunichino la propria indisponibilità di procedere oltre. Sono i principi sanciti dalla sentenza numero 8473 della Corte di cassazione, pubblicata lo scorso 27 marzo, che chiarisce alcuni profili su cui si sono registrati orientamenti non convergenti nelle numerose sentenze di merito che si sono già occupate della materia. Il ricorso al giudice di legittimità ha ad oggetto la presunta improcedibilità della domanda di risoluzione di un contratto di locazione di un’unità immobiliare per mancato previo esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione, previsto dal decreto legislativo 28/2010. Ricordano i giudici di piazza Cavour che «il successo dell’attività di mediazione è riposto nel contatto diretto tra le parti e il mediatore professionale il quale può, grazie alla interlocuzione diretta e informale con esse, aiutarle a ricostruire i loro rapporti pregressi, ed aiutarle a trovare una soluzione che, al di là delle soluzioni in diritto della eventuale controversia, consenta loro di evitare l’acuirsi della conflittualità e definire amichevolmente una vicenda potenzialmente oppositiva con reciproca soddisfazione». Ciò premesso, la sentenza osserva che la novella del 2013, che introduce la presenza necessaria dell’avvocato, segna la progressiva emersione di una figura professionale nuova, con un ruolo in parte diverso. «La previsione della presenza sia delle parti sia degli avvocati comporta che la parte non possa evitare di presentarsi davanti al mediatore, inviando soltanto il proprio avvocato», statuisce la Cassazione che, però, precisa come la parte che, per scelta o per impossibilità, non possa partecipare personalmente ad un incontro di mediazione, possa farsi sostituire da una persona a sua scelta e quindi anche, ma non solo, dal suo difensore. Con la condizione che tale potere debba essere conferito mediante procura avente lo specifico oggetto della partecipazione alla mediazione, con la previsione di disporre dei diritti sostanziali. Pertanto, secondo gli ermellini, la procura conferita al difensore, e da questi autenticata, non può conferire anche il potere di disporre dei diritti sostanziali. La Cassazione, inoltre, chiarisce che l’onere della parte, che intenda agire in giudizio, di dar corso alla mediazione obbligatoria possa ritenersi adempiuto con l’avvio della procedura di mediazione e con la comparizione al primo incontro. All’esito di tale incontro, ricevute dal mediatore le necessarie informazioni, si può liberamente manifestare il parere negativo sulla possibilità di utilmente iniziare o proseguire la procedura di mediazione.

Antonio Longo

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