Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Processo verbale dopo l’accesso

Ad ogni accesso deve seguire un vero contraddittorio. In sua assenza l’accertamento è nullo. Dopo l’accesso presso la sede legale del contribuente e la redazione del processo verbale delle operazioni compiute, l’attività di verifica effettuata dall’ufficio non può prescindere dalla stesura di un processo verbale di conclusione delle operazioni di verifica con il conseguente termine di 60 giorni a favore del contribuente, ex articolo 12, comma 7, della legge n. 212 del 2000.

È sulla base di queste motivazioni che la Commissione tributaria regionale della Toscana (sentenza n. 874/20/2017 depositata il 3 aprile 2017) ha respinto l’appello presentato dall’ufficio, condannandolo altresì al pagamento delle spese di giudizio liquidate in euro 10 mila oltre accessori di legge.

I fatti.

A seguito dell’accesso presso la sede legale di una società immobiliare i funzionari dell’Agenzia delle entrate acquisiscono tutta una serie di documenti e libri contabili.
Al termine delle operazioni conseguenti all’accesso viene rilasciata alla società copia del verbale delle operazioni giornaliere compiute che altro non è che l’elenco dei documenti e dei libri contabili acquisiti. Nel suddetto processo verbale di accesso sono specificati sia il fatto che il contribuente potrà produrre, entro il termine perentorio di 60 giorni, scritti e memorie difensive nei confronti del contenuto dello stesso verbale, sia la circostanza che al termine delle operazioni di verifica l’ufficio procederà all’emissione di un processo verbale di chiusura della verifica. In realtà dopo il suddetto accesso alla società non viene notificato più nessun altro atto se non ben cinque distinti avvisi di accertamento per altrettante annualità d’imposta con i quali vengono contestate, per importi di oltre 2 milioni di euro, sia la detrazione Iva sia la deduzione dei costi ai fini Ires e Irap, in relazione a tutta una serie di fatture ricevute per i lavori di appalto su un immobile, perché contenenti, a detta dei verificatori, una descrizione generica delle operazioni compiute (stati avanzamento lavori).

Il processo tributario

Contro i suddetti avvisi di accertamento la società ricorre in primo grado e ottiene ragione sia sul profilo della legittimità – violazione del termine dei 60 giorni ex articolo 12, comma 7, legge 2112 del 2000 – sia nel merito delle singole riprese (non genericità delle fatture e prova dei lavori eseguiti). Contro le suddette sentenze l’ufficio propone appello alla Commissione Tributaria Regionale. Le motivazioni dell’appello dell’ufficio si basano essenzialmente su due punti. Il primo è relativo al profilo della nullità dell’accertamento, poiché i giudici del primo grado non avrebbero correttamente valutato la modalità di accesso e quindi la natura della verifica che di fatto è avvenuta in ufficio e pertanto non necessitava di alcun verbale di chiusura da notificare a controparte. Per quanto attiene invece al merito, secondo l’ufficio la sentenza di primo grado non aveva tenuto in debito conto i rapporti esistenti fra la società accertata e quella che aveva eseguito i lavori in appalto, nonché alcune incongruenze relative ai pagamenti delle fatture e agli stati avanzamento dei lavori. Per i giudici della regionale Toscana la tesi dell’ufficio in ordine alla esatta natura dell’accertamento è errata. L’avviso di accertamento – si legge nelle motivazioni della sentenza – è comunque frutto di un accesso presso la sede aziendale ove sono stati cercati, reperiti e prelevati, numerosi documenti contabili ed extra contabili. La stessa documentazione prodotta dall’ufficio – il verbale delle operazioni di accesso – contraddice le tesi difensive visto che viene dichiarato che verrà rilasciato un processo verbale di chiusura al termine delle operazioni di verifica.

A ogni accesso deve seguire dunque un pvc e un contraddittorio. In loro assenza l’accertamento è nullo e l’Agenzia deve anche rifondere le spese di lite.

Andrea Bongi

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intervista ad Alessandro Vandelli. L'uscita dopo 37 anni nel gruppo. I rapporti con gli azionisti Un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I gestori si stanno riorganizzando in funzione di una advisory evoluta che copra tutte le problemati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa