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Processo telematico a scaglioni

Doppio binario per il processo civile telematico e cause superveloci per gli appalti. Ma intanto si impenna, ancora una volta, il contributo unificato.

È quanto prevede il decreto legge 90/2014 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24 giugno 2014) dedicato, agli articoli 38 e seguenti, all’efficienza degli uffici giudiziari.

Per il processo civile telematico (Pct) l’obbligatorietà scatta dal 30 giugno 2014 per le cause iniziate da quella data e dal 31 dicembre 2014 per le cause iniziate prima. In ogni caso è possibile l’anticipazione dell’obbligo al 30 giugno 2014 anche per le cause anteriori, se ci sono le condizioni tecniche accertate con decreto ministeriale (come ad esempio a Torino, Milano, Firenze e altri)

La spinta alla informatizzazione dei processi di competenza del tribunale viene data anche con l’aggiustamento di alcuni aspetti essenziali per il giudizio (esclusione della firma del testimone nella redazione del verbale informatico, termine per il deposito telematico degli atti, poteri di autentica degli avvocati e facilitazioni per le notifiche PEC in proprio dei legali).

Per gli appalti si cerca di avere una sentenza in poco più di un mese e si cerca di bloccare sul nascere il contenzioso inutile, che fa solo ritardare la realizzazione delle opere: è prevista una sanzione fino all’1% del valore del contratto per i casi di lite temeraria.

Anche il decreto 90/2014 non rinuncia, però, a fare cassa con il balzello del contributo unificato: l’aumento riguarda tutte le cause e anche le esecuzioni e i fallimenti.

Ma vediamo di analizzare in dettaglio i contenuti del decreto.

PROCESSO TELEMATICO

Confermata la doppia decorrenza, anche se l’entrata a regime per tutte le cause di competenza del tribunale ordinario è fissata ad una scadenza ravvicinata e cioè al 31 dicembre 2014. In sostanza con l’inizio del 2015 per gli atti in corso di causa (e anche per gli atti introduttivi in alcuni casi, come per esempio le controversie di lavoro) l’avvocato deve effettuare solo depositi telematici.

Il decreto stabilisce, poi, la data del 30 giugno 2015 per l’estensione dell’obbligatorietà dei depositi telematici anche alle corti di appello.

Peri tribunali la data inizio di obbligatorietà anche per le cause iniziate prima del 30 giugno 2014 può essere anticipata con decreto ministeriale ad hoc per quelle sedi giudiziarie già pronte, nei quali è già stato riconosciuto il valore legale al deposito telematico come Torino e Milano e altri tribunali.

Ma non c’è solo questo. Alcuni interventi al fotofinish consentono di stendere il verbale informatico anche quando si devono sentore testimoni: è stato tolto l’obbligo di firmare, difficilmente praticabile con i soggetti non in possesso di firma digitale. Un’altra modifica in zona cesarini riguarda l’orario dei depositi telematici: il deposito sarà tempestivo se avviene fino alla mezzanotte del giorno di scadenza (e non più entro le ore 14). E se gli allegati sono molto pesanti l’avvocato potrà fare più invii. Quasi per contrappasso si riduce l’orario di apertura al pubblico delle cancellerie. All’avvocato vengono dati i poteri di autentica degli estratti dal fascicolo informatico della causa e la possibilità di notificare con Pec senza dover chiedere autorizzazione del Consiglio dell’Ordine. Irrompe la telematica anche nella vendita di beni mobili pignorati: si adotteranno sistemi on line di vendita, già sperimentati per la vendita delle auto blu. Sul piano organizzativo il decreto 90/2014 vara l’ufficio per il processo.

RITO APPALTI

Viene introdotto la udienza a data fissa, stabilita d’ufficio, entro trenta giorni e si prevede la sentenza sempre semplificata per decidere le controversie sugli appalti di competenza dei Tar.

Il decreto dispone ritmi serrati per l’istruttoria e un rinvio ad altra udienza, in caso di necessità processuali, ma la seconda udienza dovrà tenersi entro trenta giorni.

Anche la sentenza non dovrà farsi aspettare: venti giorni per il deposito del testo integrale e due giorni per avere, a richiesta, il dispositivo. Dunque un tour de force per i magistrati anche quando la materia è complessa. Per evitare che si speculi sul processo scatta una penale che può raggiungere anche l’1% del valore del contratto in contestazione se il giudice ritiene che ci sia un ricorso temerario. Insomma il senso è deflazionare i processi sugli appalti, disincentivando i ricorsi.

Anche per i Tar si vuole raggiungere a tappe forzate il processo telematico: programmato un termine di sessanta giorni per stendere le regole tecniche e per stabilire il calendario della applicazione graduale.

Sul piano organizzativo, in coerenza con la revisione della geografia giudiziaria, si dispone la soppressione delle sedi staccate dei Tar.

CONTRIBUTO UNIFICATO

Il decreto 90/2014 fiscalizza i costi dell’efficienza della giustizia anche con un ennesimo aumento del contributo unificato. L’innalzamento riguarda sia le cause di piccolo valore (la fascia più bassa passa da 37 a 43 euro) sia quelle di valore elevato (la fascia più elevata passa da 1466 a 1686 euro).

Sono toccati anche le esecuzioni (278 euro per quelli immobiliari) e i fallimenti (851 euro).

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