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Processo, sospensione per il litisconsorzio

Qualora l’esito di un giudizio pregiudicante sia determinante ai fini della decisione della lite sull’accertamento pregiudicato, sussiste una causa di sospensione necessaria. Il contribuente che invochi la sospensione dovrà provare la pendenza della lite «pregiudicante». Lo ha stabilito la sezione quinta della Corte di cassazione nell’ordinanza n.15876 depositata in cancelleria il 15 giugno scorso. La vicenda di cui al commento, tratta di un avviso di accertamento notificato al contribuente quale socio di una società a responsabilità limitata a «ristretta base societaria». Con l’accertamento si imputava allo stesso contribuente una quota parte dei maggiori redditi accertati nei confronti della società. La Commissione provinciale accoglieva il ricorso, in quanto, l’agenzia erariale, non aveva fornito la prova di aver allegato all’avviso l’accertamento emesso nei confronti della società. La sentenza dei primi giudici di merito veniva riformata dalla Ctr del Lazio: l’accertamento della società era stato impugnato dallo stesso socio che, poiché anche amministratore, era a conoscenza delle motivazioni della ripresa fiscale. Contro questa sentenza, il contribuente presentava ricorso per cassazione. Tra i motivi di ricorso opponeva che il Collegio regionale aveva omesso di pronunciarsi sulle altre questioni diverse dal vizio di motivazione eccepite sia in primo grado, che riproposte in sede di controdeduzioni al giudizio di appello; eccepiva anche un vizio di litisconsorzio necessario tra la società e i soci. Con il terzo motivo, denunciava una violazione all’articolo 295 del c.p.c.: a suo parere, la Ctr avrebbe dovuto sospendere il processo promosso dal socio in attesa della definizione del giudizio promosso dalla società. I giudici di Piazza Cavour hanno accolto il primo ed il terzo motivo di ricorso, rigettando il secondo. La Corte ha precisato che nelle società di capitali, e in caso di maggiori utili extracontabili, non sussiste un litisconsorzio necessario tra i soci e la società. Il primo motivo di ricorso, invece, quello relativo all’omessa pronuncia sui motivi diversi dalla carenza di motivazione il ricorso è stato accolto e così anche il terzo motivo relativo alla sospensione necessaria «qualora risultino pendenti, davanti a giudici diversi, procedimenti legati tra loro da un rapporto di pregiudizialità, tale che la definizione dell’uno costituisca indispensabile presupposto logico-giuridico dell’altro, la sospensione necessaria del processo di cui all’art. 295 c.p.c., è applicabile anche al processo tributario». Il Collegio ha aggiunto che la dimostrazione della pendenza della lite «pregiudicante» spetta al contribuente.

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