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Processo penale, avanti tutta

La riforma del processo penale supera il primo ostacolo. L’aula del senato ha infatti respinto ieri la pregiudiziale di costituzionalità, presentata dal senatore Giacomo Caliendo (Fi), all’Atto senato 2067. È stato superato dunque il primo degli scogli che il provvedimento, voluto dal ministro della giustizia Andrea Orlando, potrebbe incontrare a palazzo Madama dopo che giovedì 15 settembre era mancato per ben tre volte il numero legale proprio al momento del voto sulla pregiudiziale.

L’aula ha proseguito i lavori con la discussione generale, che potrebbe occupare anche più sedute, per il gran numero di iscritti a parlare.

La riforma è molto significativa e tocca il codice penale (innalza le pene per i reati contro il patrimonio e per lo scambio politico-mafioso e interviene sulla prescrizione per rallentarne il decorso del termine tramite la sospensione dopo la sentenza di primo e di secondo grado); interviene su quello di procedura penale, riformando le impugnazioni e introducendo modifiche ai procedimenti speciali; conferisce deleghe «pesanti» al governo, a iniziare da quella per la revisione della disciplina delle intercettazioni anche introducendo per la prima volta nel codice la possibilità di utilizzare a fini investigativi giudiziari i cosiddetti captatori informatici (trojan).

La riserva ancora da sciogliere riguarda il porre o meno la questione di fiducia superando a piè pari la selva di emendamenti depositati (circa 400) e capire, dunque, se farà breccia all’interno del governo la ferma volontà del guardasigilli di approvare la riforma in tempi ravvicinati (visto che il testo dovrà necessariamente tornare allacamera).

Certo, l’assetto dei voti in senato è sempre un motivo di preoccupazione per la maggioranza, e dunque verrà valutata attentamente l’opportunità di «forzare» l’andamento dei lavori visto che, oltretutto, già Ncd ha preso le distanze.

Per converso, rimane ugualmente rischioso mettere ai voti tutti gli emendamenti depositati- compreso quelli presentati a titolo personale da uno dei relatori del provvedimento Felice Casson (Pd) sulla prescrizione, considerando anche la possibilità offerta dal regolamento parlamentare del senato di chiedere il voto segreto.

Claudia Morelli

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