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Il processo ora si fa da casa

Via libera al «processo da casa». Nel maximendamento al dl Cura Italia approvato al Senato c’è un pacchetto di norme per la giustizia ai tempi del Coronavirus. Si fa tutto online: dalle (poche) udienze che si celebrano al deposito degli atti nei procedimenti civili in Cassazione fino agli incontri protetti fra genitori e figli organizzati dai servizi sociali; dalla mediazione civile agli atti delle indagini preliminari. Collegamenti da remoto anche per le camere di consiglio nei procedimenti civili e penali che vanno avanti. E a non fermarsi sono soltanto i processi per la «tutela di bisogni essenziali».

Effetti di legge. Fino al 30 giugno nei procedimenti civili e penali non sospesi le deliberazioni collegiali in camera di consiglio possono essere assunte tramite collegamenti da remoto, regolati dal solito provvedimento del direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del ministero della Giustizia. E il luogo da cui si collegano i magistrati va considerato camera di consiglio a tutti gli effetti di legge.

Ermellini smart. Il processo civile telematico arriva in Cassazione: fino al 30 giugno il deposito degli atti e dei documenti da parte degli avvocati può avvenire in modalità telematica nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. Ma servirà anche qui il provvedimento Dgsia. La Suprema corte ha sottoscritto un protocollo con il Consiglio nazionale forense sulle modalità dei ricorsi digitali.

Cassazione e prescrizione. Veniamo all’ampio capitolo sul penale, che ha suscitato le vibranti proteste dell’Ucpi. Nei procedimenti pendenti in Cassazione la richiesta di procedere da parte di detenuti, imputati o proposti può essere avanzata solo tramite il difensore. In quelli pervenuti alla cancelleria della Suprema corte fra il 9 marzo e il 30 giugno 2020 il decorso del termine di prescrizione è sospeso fino alla data dell’udienza fissata per la trattazione e in ogni caso non oltre il 31 dicembre.

Postazione unica. Niente presenza fisica fino al 30 giugno per le udienze penali che non richiedono la partecipazione di soggetti diversi dal pubblico ministero, dalle parti private e dai rispettivi difensori, dagli ausiliari del giudice, da ufficiali o agenti di polizia giudiziaria, da interpreti, consulenti e periti: sarà il solito provvedimento Dgsia a regolare i collegamenti da remoto. I difensori attestano l’identità degli assistiti, i quali, se liberi sottoposti a misure cautelari diverse dalla custodia in carcere, partecipano all’udienza dalla stessa postazione da cui si collega il difensore.

Senza interventi. Fino alla cessazione dell’emergenza dichiarata per la decisione sui ricorsi proposti per la trattazione a norma degli articoli 127 e 614 Cpp la Cassazione procede in camera di consiglio senza l’intervento del procuratore generale e dei difensori delle altre parti, salvo che il ricorrente chieda discussione orale.

Largo alla videoconferenza. Addio ai tradizionali incontri protetti fra genitori e figli in spazio neutro, disposti dal giudice nelle controversie in tema di diritto di famiglia: sono sostituiti da collegamenti audio video che consentono la comunicazione fra l’adulto, il minore e l’operatore specializzato, secondo le modalità individuate dal responsabile del servizio socio-assistenziale e rese note all’ufficio giudiziario.

Firma digitale. La modalità telematica prosegue dopo il 30 giugno per gli incontri della mediazione civile, se tutte le parti sono d’accordo. Il verbale del procedimento svoltosi online viene sottoscritto con firma digitale dal conciliatore e dagli avvocati.

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