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Processo, freno alle lungaggini

di Antonio Ciccia e Gabriele Ventura 

Costerà caro ad avvocati, consulenti e magistrati non rispettare il calendario del processo.

La manovra vuole dare un'accelerata ai processi civili e bacchetta chi causa o avalla lungaggini. Con l'articolo 1-ter, aggiunto al testo del decreto legge 138/2011 (manovra bis, votata ieri dal Senato), si prevede che il mancato rispetto del calendario può costituire violazione disciplinare per avvocati, consulenti e giudici.

Per i magistrati il mancato rispetto del calendario potrà essere considerato ai fini della carriera.

La disposizione, forse proprio per le ricadute sanzionatorie, probabilmente renderà vivo un istituto previsto sulla carta dalla legge 69/2009, ma poco utilizzato nella prassi giudiziaria.

Seguendo il codice il giudice quando decide sulla richiesta di prove (testimoni, perizie, sopralluoghi, ecc.) deve stilare un calendario di udienze e indicare che cosa si farà in ciascuna di esse. È un modo per predeterminare la durata del processo, compilando una agenda della causa. Già nel 2009 si sono messi al bando, quindi, rinvii di lunga data e durata indefinita del processo. Ma la novità di allora non è mai decollata. Per farla partire e organizzare il servizio giustizia la manovra sanziona i protagonisti del processo che non rispettano il calendario, che presumibilmente, quindi, diventerà un passaggio effettivo del processo. La responsabilità non si manifesta nel processo, anche perché a subirne sarebbero le parti incolpevoli, ma sul piano professionale. Il consulente tecnico che non rispetta una scadenza, un avvocato che chiede un rinvio non giustificato possono essere segnalati al consiglio dell'ordine di appartenenza. Anche per il magistrato la conseguenza negativa riguarda il curriculum professionale anche ai fini della nomina o della permanenza in incarichi direttivi o semi-direttivi.

La manovra modifica la norma sul calendario (articolo 81 bis delle disposizioni di attuazione del codice civile) anche nel merito: il giudice deve calendarizzare anche l'udienza di precisazione delle conclusioni e la fissazione delle date deve osservare strettamente il principio di ragionevole durata del processo.

La forbice del governo si abbatte inoltre sugli uffici dei giudici di pace. Verranno infatti soppressi o accorpati oltre il 70% di quelli dislocati in sede diversa da quella circondariale, e in particolare quelli che non rispettano determinati parametri di efficienza. A meno che gli enti locali interessati non richiedano il mantenimento degli uffici facendosi però integralmente carico delle spese di funzionamento ed erogazione del servizio giustizia. Sempre in tema giustizia, poi, è confermata la modifica al dlgs n. 28/2010 sulla mediazione obbligatoria, che condanna chi non si presenta al procedimento di conciliazione senza giustificato motivo al versamento «di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio». Mentre le modifiche al codice di procedura civile riguardano, tra l'altro, l'art. 136, prevedendo che le cancellerie dei tribunali debbano effettuare tutte le comunicazioni alle parti tramite posta elettronica certificata o fax.

Riorganizzazione degli uffici giudiziari

È confermata in toto la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari. La proposta emendativa approvata ieri dal Senato prevede, in particolare: la riduzione e l'accorpamento degli uffici giudiziari di primo grado, individuati in misura pari al 19,4% del totale degli uffici giudicanti e del 24,8% di quelli requirenti; la riduzione e l'accorpamento ai tribunali limitrofi del 50% delle sezioni distaccate di tribunale; la riduzione del 71,9% degli uffici del giudice di pace dislocati in sedi diverse da quelle circondariali. Secondo la relazione tecnica all'emendamento, questi tagli comporterebbero risparmi di spesa complessivi valutabili a consuntivo in circa 60 milioni di euro con riferimento alle sole spese di gestione e di funzionamento delle strutture, con esclusione dei costi incomprimibili del personale dell'amministrazione giudiziaria, per il quale tra l'altro è prevista la riallocazione in uffici di maggiore dimensione. In particolare, i risparmi complessivi stimati derivano: dai minori contributi ai comuni per le spese di funzionamento degli uffici, stimati sulla base del 90% dei rimborsi erogati annualmente; dalla riduzione delle altre spese totali sostenute per l'apparato giudiziario; dalla riduzione delle spese del personale proveniente dagli enti locali e comandato presso gli uffici del giudice di pace. In particolare, secondo l'Esecutivo, per gli accorpamenti dei soli uffici di procura il risparmio sul contributo dovuto ai comuni è stimabile in misura pari al 10% del contributo stesso. Per quanto riguarda gli uffici dei giudici di pace, l'elenco di quelli soppressi o accorpati verrà pubblicato sul bollettino ufficiale e sul sito Internet del ministero della giustizia. Entro 60 giorni dalla pubblicazione, però, gli enti locali interessati possono richiedere e ottenere il mantenimento degli uffici con competenza sui rispettivi territori, facendosi però integralmente carico delle spese di gestione ed erogazione del servizio, ivi concluso il fabbisogno di personale amministrativo che sarà messo a disposizione degli enti medesimi.

Modifiche alla mediazione

Confermata anche la multa, pari al contributo unificato, per chi non si presenta al procedimento di mediazione (si veda ItaliaOggi del 6 settembre scorso). La modifica, infatti, incide sull'articolo 8, comma 5 del dlgs n. 28/2010, prevedendo che «il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall'articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all'entrata del bilancio dello stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio».

Comunicazioni elettroniche dei tribunali

Modiche, infine, al codice di procedura civile (articoli 125 e 136), prevedendo da un lato che l'avvocato difensore indichi, pena sanzioni pecuniarie, il proprio indirizzo Pec e numero di fax al momento della presentazione degli atti di citazione, ricorso, comparsa, controricorso e precetto. E dall'altro che le cancellerie dei tribunali comunichino alle parti esclusivamente via Posta elettronica certificata o via fax.

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