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Processo civile, sei mesi di «cura»

Sei mesi per una cura strutturale del processo civile. Da trovare con la collaborazione di magistrati e avvocati. A partire dall’individuazione dei punti critici. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha istituito una Commissione per la riforma del processo civile. A presiederla è stato designato Giuseppe Maria Berruti, direttore del massimario della Cassazione, ex componente del Csm. E Berruti, che puntualizza che la Commissione (11 componenti in tutto, tra cui il presidente delle Camere civili l’avvocato Renzo Menoni) si troverà per la prima volta domani, per stendere entro una quindicina di giorni un documento con gli aspetti più dolenti del nostro processo sui quali è più urgente l’intervento, esordisce con una punta di vis polemica sottolineando che «bisognerà dispiacere un po’ a tutti, magistrati e avvocati. Il testo di legge delega che ci siamo impegnati a consegnare entro dicembre dovrà essere ampio e toccare tutte le questioni aperte, dal primo grado all’esecuzione, con un’attenzione anche per i giudici “specializzati”».
E che di un intervento ci sia bisogno, avverte Berruti, è assolutamente evidente visto che «il nostro processo civile è troppo farraginoso, crivellato dalle pronunce della Corte costituzionale, oggetto di una pluralità di misure non organiche, spesso dettate al legislatore da diverse emergenze, ma certo non garanzia di efficacia». Logico poi, viste le premesse, e a scapito di una magistratura dall’«elevata professionalità», che la macchina del processo non sia in grado di produrre sentenze con un minimo di prevedibilità: «bisogna finirla anche con questo mito dell’imprevedibilità della sentenza. Anche nel processo civile, come avviene in quello penale». In ogni caso la volontà di Berruti non è certo quella di fare tabula rasa dei lavori di altre commissioni ministeriali costituite nel passato. E il neopresidente dichiara di avere apprezzato in particolare l’ultima, quella guidata da Romano Vaccarella, che “sfornò” peraltro un modello assai innovativo. Che ricalcava in larga parte quello societario, ma che oggi è stato abbandonato anche per le controversie commerciali. Berruti non si sbilancia ma avverte come sia importante che il giudice arrivi all’udienza di trattazione pienamente informato delle caratteristiche della controversia, in maniera da potere oltretutto proporre un vero tentativo di conciliazione.
Ma poi c’è il nodo delle imprese e la constatazione che il nostro modello non è in grado di attrarre investimenti perché soprattutto gli stranieri non si sentono garantiti da un sistema processuale dai tempi ultradilatati. Per questo la Commissione, in un certo modo, tratteggerà delle “corsie preferenziali” per le imprese. Non solo per richiamare capitali, ma anche per ridare efficienza alle tutele per i creditori, compresi quelli esposti con la Pubblica amministrazione. L’altra “corsia” sarà per il variegato sistema famiglia.
Andranno però verificati l’impatto e la compatibilità della riforma ad ampio raggio che il ministero sta mettendo in cantiere con il decreto legge che è in via di presentazione al Consiglio dei ministri, insieme a possibili misure urgenti per rendere possibile la partenza del processo telematico prevista per la fine del mese. Orlando, rispondendo ieri in Parlamento nel question time, ha confermato che sono alla studio, e rappresentano l’esito del tavolo di confronto avviato con le rappresentanze dell’avvocatura, misure di negoziazione assistita, ma anche interventi indirizzati a permettere il passaggio dal rito ordinario a quello sommario di cognizione, se ritenute di facile trattazione da parte del giudice competente.
Inoltre, con l’obiettivo di agevolare l’attività delle cancellerie, sarà attribuito agli avvocati il potere di autenticare le copie degli atti e dei documenti processuali.
E il ministro ha anche precisato in Aula che, per quanto riguarda i costi dell’amministrazione della giustizia, va segnalato che in Italia le spese di giustizia coprono circa il 10% dei costi dei tribunali, mentre la media dei Paesi europei è di gran lunga superiore.

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