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«Processo» alla Bce, Merkel con Draghi

Il piano che ha salvato l’Euro – e che è stato difeso ieri, nell’aula di Karlsruhe, dal ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble – viene messo sotto esame in Germania a prescindere dal suo innegabile successo. Non e’ un paradosso, questo, per Andreas Vosskuhle, il presidente della Corte Costituzionale che ha iniziato ieri due giorni di audizioni sulla legittimità del programma di acquisto dei titoli di Stato dei Paesi indebitati deciso in settembre, e mai attuato, dalla Banca centrale europea.

Anzi, i giudici vestiti di rosso non ne saranno condizionati, perché la loro missione è stabilire la compatibilità tra le Omt (Outright Monetary Transactions) e la «Legge fondamentale» tedesca. Non li riguarda tenere conto del fatto che, dall’annuncio di Mario Draghi in poi, le tensioni nell’eurozona si siano calmate senza che venisse speso un solo centesimo. «Questo compito – ha detto Vosskuhle – spetta alla politica». In ogni caso, questa oggettiva contraddizione rende ancora più complesso il giudizio. Come se non bastasse, l’uomo più temuto d’Europa ha ammesso nella sua introduzione che la «questione legale più difficile» riguarda la competenza dell’organismo da lui guidato nel valutare le scelte della Bce. Sono loro, insomma, a rischiare di invadere il campo. Per questa ragione non è escluso che il «secondo senato» di Karlsruhe possa cedere il passo, su alcuni punti, alla Corte europea di Giustizia.

 

La partita, quindi, va anche al di là del duro scontro di cui sono stati protagonisti – seduti rispettivamente sul banco della difesa e su quello dell’accusa – il rappresentante di Berlino nel comitato esecutivo di Eurotower, Jörg Asmussen, e il numero uno della Bundesbank Jens Weidmann, secondo cui le politiche monetarie vanno decise a Francoforte e le politiche di bilancio dai governi.

La sentenza potrebbe arrivare in autunno, dopo le elezioni del 22 settembre, ma i mercati sono già inquieti. Le borse europee hanno dato segnali di nervosismo, gli spread sono risaliti. Schäuble teme che altri Paesi potrebbero riconsiderare la legittimità del programma se i togati tedeschi si mettessero di traverso. «Il governo di Berlino – ha detto il ministro – non vede nessuna indicazione secondo cui le misure della Bce violino il suo mandato». La cancelliera attende. Intanto, intervenendo ieri alla Bdi, la confindustria tedesca, ha elogiato la Bce e la sua azione «per difendere la stabilità dei prezzi dell’eurozona». E ha ripetuto ancora una volta, parlando indirettamente anche agli attivisti del nuovo partito anti-euro accorsi davanti alla corte di Karlsruhe, che «se all’Europa le cose non vanno bene, neanche alla Germania possono andare bene».

Angela Merkel ha ricordato che dalla Corte Costituzionale tedesca sono sempre arrivati via libera, sia pure condizionati, ai precedenti piani di salvataggio. Una cosa è chiara, però, e l’ha sottolineata Asmussen a margine della sua deposizione sull’efficacia del programma di acquisto di titoli «illimitato» (parola, questa, che non piace ai giudici): «Una moneta può essere stabile solo se la continuità della sua esistenza non viene messa in dubbio».

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