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Processi sprint, Pmi più forti

La riforma della giustizia prevista dal Pnrr con i fondi di Next Generation Ue vale mezzo punto di Pil e rafforza le imprese più piccole. Secondo i calcoli del Mef, gli interventi previsti su processo civile, pignoramenti e controversie tributarie possono avere anche effetti macroeconomici, creando nel lungo periodo un clima in grado di incrementare dello 0,5% i consumi privati e gli investimenti totali, oltre che il prodotto interno lordo. È nero su bianco nel Recovery plan: dimezzare la durata delle cause civili può accrescere di circa il 10% la dimensione media delle imprese manifatturiere, laddove il nanismo delle aziende italiane costituisce «una delle principali debolezze strutturali del nostro sistema». Senza dimenticare che ridurre da nove a cinque anni i tempi per chiudere una procedura di fallimento può incrementare a livello aggregato dell’1,6% la produttività dell’economia, mentre una giustizia inefficiente impoverisce famiglie e imprese: un aumento dei procedimenti pendenti di dieci casi per mille abitanti corrisponde a una riduzione del rapporto tra prestiti e Pil dell’1,5%.

Cinque ambiti. Servono intanto 500 giorni per concludere in Italia un procedimento civile in primo grado, contro i circa 200 della Germania. Ora il Governo punta a «ridurre l’inaccettabile arretrato» nelle aule di giustizia: in particolare tagliando i tempi dei processi «del 40% per il settore civile e almeno del 25% per il penale», spiega Mario Draghi presentando il Pnrr alle Camere. «L’obiettivo finale che ci proponiamo è ambizioso», riconosce il presidente del Consiglio. Ma, aggiunge, «è uno degli impegni più importanti ed espliciti che abbiamo preso verso l’Unione europea». Come pensa di realizzarlo la ministra della giustizia Marta Cartabia? Cinque gli ambiti d’intervento prioritario:

– ufficio del processo;

– processo civile e Adr, alternative dispute resolution;

– processo tributario;

– processo penale;

– ordinamento giudiziario.

La strada è la delega legislativa, in quattro tappe: perimetro degli interventi definito anche grazie alle commissioni di esperti istituite presso il ministero; confronto con il parlamento; approvazione dei disegni legge delega; attuazione attraverso i decreti delegati.

Bruxelles ci guarda. Nel civile, ad esempio, si semplifica il rito in primo grado e in appello e s’implementa in modo definitivo il processo telematico, sfruttando le misure imposte dal lockdown.

Nel tributario si punta a ridurre il contenzioso, oltre che i tempi di definizione.

Nel penale il progetto è: modificare la fase delle indagini e dell’udienza preliminare; ampliare il ricorso a riti alternativi per rendere più selettivo sia l’esercizio dell’azione penale sia l’accesso al dibattimento; definire termini di durata dei processi.

Il Pnrr, insomma, segue le indicazioni di Bruxelles che da almeno due anni chiede a Roma di razionalizzare le norme procedurali nel civile e nel penale d’intensificare la lotta alla corruzione.

Il nodo-filtri. La commissione Luiso, voluta a marzo dalla guardasigilli, ha appena finito di lavorare sul civile. Il menu è pronto: udienze online e trattazione scritta per non perdere i passi avanti compiuti sul piano tecnologico grazie all’emergenza sanitaria; attività introduttive concentrate; fase istruttoria gestita con stretta osservanza del calendario del processo; niente udienze potenzialmente superflue; testimoni fuori circoscrizione sentiti online; più decisioni del giudice monocratico rispetto al collegio; in appello udienze gestite da un solo consigliere e in Cassazione pronunce semplificate in camera di consiglio.

Sul fronte stragiudiziale incentivi fiscali e sulle spese alle parti per le Adr e più spazio alla mediazione dove ha funzionato, con estensione nelle controversie di famiglia.

A proposito: si va verso un solo rito per separazione, divorzio e affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio, in modo da risolvere i problemi posti dalla compresenza del tribunale di minori e di quello ordinario.

La road map? Leggi delega da adottare entro settembre, decreti delegati entro l’anno successivo e l’impatto sui procedimenti alla fine 2024.

Ma gli interventi sul codice di procedura preoccupano gli avvocati: in primis lo spettro di riduzione dei termini di difesa e preclusioni.

«Inaccettabile», attacca il Consiglio nazionale forense, è «l’ampliamento delle ipotesi dei filtri in appello e dei meccanismi d’inammissibilità delle impugnazioni»: una questione, invece, che sta in cima alle raccomandazioni di Bruxelles.

Vendita privata. Altro punto dolente: i pignoramenti, cioè «la realizzazione coattiva del credito» che finora ha penalizzato «la competitività del sistema Paese».

Per avviare l’espropriazione non serviranno più la formula esecutiva da ottenere nella cancelleria dell’ufficio giudiziario, al momento online causa pandemia, né la spedizione in forma esecutiva: basterà una semplice copia attestata come conforme all’originale.

Arriva la vente privée: sarà il debitore vendere direttamente il bene pignorato. Nell’esecuzione immobiliare si riducono i termini per il deposito della certificazione ipocatastale: si guadagnano almeno 60 giorni nella fase introduttiva. E il giudice dell’esecuzione sostituisce il debitore nominando il custode giudiziario entro 15 giorni dal deposito della documentazione ipocatastale.

Professionisti delegati. Lo strumento della delega è ampliato alla fase distributiva, finora un’esclusiva del giudice dell’esecuzione. Ma con rigidi controlli sul professionista delegato e precise scadenze temporali per sveltire la liquidazione.

Quando l’immobile è abitato dall’esecutato e dalla sua famiglia o da un soggetto che non ha un titolo opponibile alla procedura, la liberazione obbligatoria dei locali scatta al più tardi nel momento in cui è pronunciata l’ordinanza che autorizza la vendita o sono delegate le operazioni di trasferimento.

Semplificata l’espropriazione presso terzi. Via all’astreinte: al giudice dell’esecuzione il potere di adottare misure di coercizione indiretta, ad esempio il pagamento di una determinata somma di denaro per ogni giorni di ritardo nell’adempimento. Anche qui leggi delega entro settembre e decreti attuativi entro i dodici mesi successivi.

L’impatto sulla durata dei procedimenti è previsto alla fine del 2024.

Rinvio pregiudiziale. Infine la riforma della giustizia tributaria, per sgravare la Cassazione oberata da 50 mila cause pendenti fra cittadini, imprese e fisco: è annullato in media il 47% delle decisioni d’appello. La novità è il rinvio pregiudiziale alla Suprema corte da parte del giudice del merito, per risolvere dubbi interpretativi e prevenire la formazione di decisioni difformi dagli orientamenti consolidati della giurisprudenza di legittimità.

Si aspettano le leggi delega entro la fine del 2021, i decreti delegati entro l’anno successivo e gli eventuali decreti ministeriali e regolamenti per il 2023. È al lavoro la commissione di esperti istituita dai ministeri della giustizia e dell’economia.

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