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Processi-lumaca la sentenza nel civile arriva dopo 8 anni

Focus sui tempi dei processi civili e penali. A piccoli passi si riducono i primi, in media siamo poco oltre gli 8 anni. Stabili i secondi, sempre 5 anni e tre mesi. L’Europa incalza il Guardasigilli Andrea Orlando, posiziona l’Italia dopo Cipro e Malta, ma riconosce che «i segni di miglioramento ci sono». Alla Consulta invece il presidente Paolo Grossi vanta i suoi tempi per una controversia: «Noi stiamo in un anno».
Il commissario europeo alla Giustizia Vera Jourovà presenta il rapporto 2016 e certifica che «il numero delle cause pendenti in Italia sta diminuendo in maniera consistente, il tempo per risolvere una causa civile è diminuito, anche se resta uno dei più lunghi». Orlando twitta: «Ue certifica bontà primo anno di governo, miglioramenti ulteriori a fine 2015».
Davvero le cose vanno meglio? Tuffiamoci nelle statistiche civili e penali di via Arenula su cui lavora il responsabile del Dipartimento Fabio Bartolomeo. Basta leggerle per capire che passi avanti ci sono stati, ma il processo civile resta ancora molto lungo, 7 anni e 2 mesi per le cause ordinarie, ben 9 anni per quelle più complesse, dai divorzi non consensuali (niente divorzio breve), alle liti di condominio, alle contestazioni cliente/ fornitore.
Partiamo dalle cause più semplici in tribunale. Nel 2012 ci volevano 1 anno e 6 mesi. Siamo scesi a un anno e 4 mesi nel 2014, e a un anno e 2 mesi nel 2015. Sempre in tribunale serve più tempo per le cause più complesse, 3 anni e 4 mesi nel 2012, 3 anni e 3 mesi nel 2014, scendiamo a 3 anni nel 2015. Trend simile per la fase di appello: 2 anni e 10 mesi nel 2012, 2 anni e 5 mesi nel 2014, 2 anni e 3 mesi nel 2015. Resta stabile il processo del lavoro che richiede sempre 1 anno e 9 mesi. In Cassazione il trend s’inverte – e se n’è lamentato il presidente Giovanni Canzio all’apertura dell’anno giudiziario – perché da 3 anni e 7 mesi del 2012 e del 2014 si passa ai 3 anni e 8 mesi dell’anno scorso.
Come scrive Bartolomeo in un suo report al ministro Orlando, a chiosa della tabella che
Repubblica
mostra in questa pagina, «purtroppo nel settore penale si registra una tendenza all’aumento delle durate medie dei procedimenti che riguarda ogni grado di giudizio». Nota ancora Bartolomeo che «l’ufficio maggiormente carente in termini di performance è la corte di Appello ». Giorni che pesano quelli del penale, a partire dalle indagini in procura: 380 nel 2013, 376 nel 2014, 394 nel 2015. Un anno se ne va già così. Idem in tribunale: 358 giorni nel 2013, 369 nel 2014, 375 nel 2015. In Appello i tempi crescono ancora: 844 giorni nel 2013, 910 nel 2014, 943 nel 2015. Stesso trend in salita in Cassazione, 197 giorni nel 2013, 202 nel 2014, 220 nel 2015.
Ebbene sì, nel dossier di via Arenula sul civile esiste anche una tabella sulle «cause del secolo scorso». Sono in calo, sì, ma ce ne sono ancora un bel po’. Nel 2015, nei tribunali, erano 8.382, ben 12.409 nel 2014 e 18.206 nel 2013, con un saldo a oggi del 56% in meno. In appello si passa dalle 159 di tre anni fa, a 70 nel 2014, alle 52 del 2015. Un retaggio assai pesante, visto che sono passati 16 anni dall’inizio del nuovo secolo.
Il dato globale del civile è chiaro, siamo scesi dai quasi 6 milioni di cause di fine 2009 a 4,5 milioni al 31 dicembre 2015. Puntigliosamente il rapporto ferma la lancetta su 4,1 milioni al netto delle cause davanti al giudice tutelare.
Il rapporto di Bartolomeo cita 13 tribunali che hanno solo il 6% di cause civili più vecchie di tre anni. Tra questi svetta Torino con 27.084 cause, seguita da Udine (4.826), Marsala (4.635), Ravenna (4.293), Ivrea (4.097). All’opposto ci sono 12 tribunali che hanno più del 40% di cause civili vecchie di tre anni. In testa Foggia (65.616), seguita da Salerno (49.729), Latina (21.696) e Patti (21.916).
Ci sono 13 tribunali che possono vantare di chiudere una causa in “soli” 500 giorni. A Torino, con questi tempi, hanno risolto 17.391 cause civili, 6.570 a Monza, 4.346 a Napoli Nord, 3.656 a Busto Arsizio, e tutte le altre, Lodi, Ferrara, Marsala, Trieste, Asti, Cune sulle 2mila cause .

Liana Milella

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