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Processi civili in metà tempo

Video processi a regime; mediazioni sempre più obbligatorie, anche per contratti di subfornitura e società di persone; negoziazione (facoltativa) anche per le cause di lavoro; rito semplificato per decidere le cause il più in fretta possibile. Sono gli emendamenti governativi più significativi al disegno di legge delega (atto senato 1662) «per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie», depositati in commissione giustizia al senato. Sono 24 modifiche, per ridurre del 40% del tempo di definizione dei processi civili. Per tagliare questo traguardo, il Guardasigilli Marta Cartabia conta di fare arrivare meno cause possibili sul tavolo del giudice, incentivando anche fiscalmente le procedure alternative alla giustizia e imponendone l’obbligatorietà in una serie allargata di casi; confida nella potenza della tecnologia per lo svolgimento delle cause, stabilizzando il ricorso ai videocollegamenti per le udienze; amplia lo spazio di manovra di un rito semplificato per arrivare a tappe forzate a una sentenza. Il primo dei pilastri che reggono l’impalcatura è il rafforzamento delle procedure alternative, che non fanno nemmeno arrivare le cause nelle aule di giustizia. In questo filone si inseriscono le proposte di estendere la mediazione obbligatoria (cioè non si può iniziare causa senza averla tentata) anche per le controversie in materia di associazione in partecipazione, consorzio, franchising, contratti di opera, rete, somministrazione, società di persone, subfornitura. Stessa lunghezza d’onda per l’aumento di benefici fiscali (esenzione da imposta di registro) e crediti di imposta parziale per le spese sostenute se si chiude una controversia in mediazione e per l’estensione del patrocinio gratuito a queste procedure. Stessa matrice per l’allargamento della potenzialità della procedura di negoziazione assistita dagli avvocati: anche per cause di lavoro (facoltativa); con possibilità di regolare passaggi immobiliari per quella matrimoniale; con facoltà di farla in videocollegamento. Il secondo pilone portante è la tecnologia. Su decisione del giudice le udienze si terranno da remoto, anche per le separazioni consensuali e divorzi e per l’esame delle persone incapaci. Sempre a favore della giustizia informatizzata l’emendamento che impedirà di considerare nulli gli atti non combacianti con le specifiche tecniche (al massimo il giudice ne tiene conto nella decisione sulle spese di lite). Il terzo filone è quello della semplificazione delle regole del processo civile di primo grado. Si introduce, infatti, il procedimento semplificato di cognizione, che si applicherà anche quando non tutti i fatti della causa sono controversi: di fatto, sempre. In questo rito il giudice decide il calendario del processo a ritmi veloci per arrivare alla sentenza. Ma anche al di fuori di questa procedura, il giudice ha la possibilità di decidere in via anticipata con ordinanze provvisorie, che di fatto determinano l’esito della lite. Inoltre si cancella l’udienza della precisazione delle conclusioni e si pretende che gli avvocati predispongano le loro difese complete fin dall’inizio, così da permettere una decisione subitanea e comunque impedire lungaggini.

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