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Processi civili Emendamenti bocciati

Una prima «ripulitura» del testo è fatta per la riforma del processo civile al Senato: la commissione Giustizia boccia tutti i subemendamenti sui quali hanno espresso parere negativo il Governo o le relatrici del provvedimento, vale a dire Anna Rossomando (Pd), Fiammetta Modena (Forza Italia) e Julia Unterberger (Svp). Fra emendamenti ritirati e accantonati, con la sottosegretaria Anna Macina a rappresentare il Governo, restano da sciogliere vari nodi, a partire dalle cause in materia di famiglia, tema su cui sono stati presentati circa duecento emendamenti sui quali la maggioranza dovrà trovare un accordo. La guardasigilli Cartabia propone di istituire un rito unitario per rimediare alla frammentazione dei procedimenti di famiglia, senza più distinguere tra figli nati all’interno del matrimonio o da coppie di fatto, preservando le specificità della giustizia minorile. E si susseguono in queste ore le riunioni fra i membri della commissione. Altra questione aperta è la contumacia del convenuto che determina la non contestazione dei fatti posti a fondamento della domanda. Idem per le preclusioni e delle decadenze processuali introdotte per concentrare il più possibile le attività istruttorie nella prima udienza del processo. L’Unione delle camere civili attacca il Governo per la proposta di «riesumare il modello del vecchio processo societario, dimostratosi disastroso», desunta dalla bozza di riformulazione di un subemendamento. C’è poi l’idea di estendere al ricorso all’arbitrato gli incentivi fiscali previsti per i procedimenti stragiudiziali: un’ipotesi che apre una questione di coperture finanziarie rendendo necessario un parere della commissione Bilancio. La delega punta forte sulle Adr: per la negoziazione assistita si propone di riconoscere gratuito patrocinio per consentire l’accesso anche ai non abbienti. La commissione tornerà a riunirsi martedì. Intanto le relatrici lavorano a riformulazioni condivise sugli emendamenti accantonati. «Siamo in una fase di confronto, bisognerà vedere che esito avrà la discussione», spiega la senatrice Modena (Fi). Che avverte: «Per avere testi precisi bisognerà aspettare la settimana prossima». E per un «quadro preciso» bisognerà attendere almeno giovedì

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