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Procedure alternative con lo sconto

Rispunta il credito d’imposta per incentivare negoziazioni e arbitrati. Al decreto legge sulla giustizia civile, in discussione in commissione alla Camera, il relatore David Ermini, responsabile giustizia Pd, d’intesa con il ministero della Giustizia, ha presentato un emendamento per il riconoscimento di un credito d’imposta fino a 250 euro per compensare le parcelle degli avvocati, in caso di negoziazione, o i compensi agli arbitri, in caso di arbitrati. Il beneficio spetta però solo in caso di successo della negoziazione e di conclusione dell’arbitrato con lodo. 
L’agevolazione è concessa in via sperimentale e solo per il 2015 fino a una capienza di budget di 5 milioni. Elementi questi che fanno già la differenza rispetto a quanto previsto in una prima versione del decreto legge. In quel testo la disposizione sul credito d’imposta era sì introdotta per lo stesso importo e alle medesime condizioni (successo o lodo), ma non si definiva un orizzonte di tempo limitato e la capienza era raddoppiata (10 milioni). La norma venne poi stralciata e non approdò mai in «Gazzetta», probabilmente per problemi di copertura.
Adesso, evidentemente, il ministero della Giustizia ci riprova, anche perchè il ministro Andrea Orlando si è più volte sbilanciato promettendo misure indirizzate a incentivare il ricorso alle soluzioni alternative alla giurisdizione. Ma lo fa in una versione semplificata, in attesa di avere un puntuale monitoraggio sui costi effettivi dell’agevolazione.
Intanto, l’emendamento prevede che con decreto del Ministro della giustizia, da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto, sono stabilite le modalità e la documentazione da esibire a corredo della richiesta del credito di imposta e i controlli sulla sua autenticità.
Il ministero della Giustizia comunicherà poi all’interessato, entro il 30 aprile dell’anno 2016, l’importo dei credito d’imposta effettivamente spettante in relazione a ogni procedimento, di cui ai citati Capi I e II, determinato in misura proporzionale alle risorse stanziate e trasmette, in via telematica, all’Agenzia delle entrate, l’elenco dei beneficiari e i relativi importi comunicati a ciascuno.
Intanto, le votazioni sugli emendamenti proseguiranno a ritmo serrato nel corso della notte, con l’obiettivo di arrivare entro stasera a licenziare il provvedimento, in maniera tale da farlo approdare in aula nella prossima settimana. Tra le correzioni votate, va segnalata quella proposta di Ermini che fissa al 30%, nel caso di concordato con continuità aziendale, la percentuale di soddisfazione dei crediti chirografari che impedisce la proposizione di proposte di concordato concorrenti.
E tra gli emendamenti del relatore, con sponda del ministero della Giustizia, trovano posto anche le norme per favorire il passaggio di personale amministrativo ai tribunali e la definizione di un percorso di riqualificazione.
In vista, e si tratterebbe di una delle modifiche di maggiore spessore, anche la soppressione del principio del silenzio assenso nel calcolo delle maggioranze per i concordati.

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