Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Procedura esecutiva nulla senza la cartella

di Tonino Morina

L'omessa notifica della cartella di pagamento rende nullo il provvedimento di pignoramento presso terzi disposto dall'agente della riscossione. La "dimenticanza" fa perdere i soldi agli enti impositori e cancella il debito nei confronti del contribuente. Per i giudici tributari, è illegittima la procedura esecutiva avviata per mancata notifica delle cartelle, cioè degli atti presupposti all'atto di pignoramento impugnato. Sono queste le motivazioni con le quali la Ctp di Catania, sezione VI, sentenza 176/06/11, pronunciata il 31 gennaio 2011 e depositata in segreteria il 15 febbraio 2011, ha accolto il ricorso del contribuente, annullando l'atto di pignoramento e le cartelle.

Nella sentenza, i giudici tributari affermano la giurisdizione e la competenza della commissione, tenuto conto che a norma dell'articolo 2 del Dlgs 546/1992, in tema di contenzioso tributario, sono escluse dalla giurisdizione tributaria le liti riguardanti gli atti della esecuzione forzata successivi alla notifica della cartella di pagamento. La competenza dei giudici tributari deriva dal fatto che il ricorrente lamenta proprio la mancata notifica della cartella di pagamento e, pertanto, è applicabile l'articolo 19, comma 3, del predetto decreto legislativo, secondo il quale la mancata notificazione di atti autonomamente impugnabili, adottati precedentemente all'atto notificato, ne consente l'impugnazione unitamente a quest'ultimo.

Va in questo senso l'insegnamento della Cassazione, la quale ha statuito che, in materia di contenzioso tributario, «l'elencazione degli atti impugnabili, contenuta nell'articolo 19 del decreto legislativo 546 del 1992 va interpretata in senso estensivo, sia in ossequio alle norme costituzionali di tutela del contribuente e di buon andamento della Pubblica amministrazione, che in conseguenza dell'allargamento della giurisdizione tributaria operato con la legge 448 del 2001» (Cassazione, sentenza 4513 del 25 febbraio 2009). In definitiva, per i giudici tributari, in caso di omessa o invalida notifica della cartella di pagamento, il contribuente può legittimamente impugnare dinanzi al giudice tributario il successivo atto esecutivo promosso dall'agente della riscossione, per vizi relativi alla regolarità formale e alla notificazione del titolo esecutivo.

Una conferma in questo senso è nelle statuizioni della Corte costituzionale, che ribadiscono la necessità di una interpretazione costituzionalmente adeguata della disciplina processuale tributaria (sentenza 255/201, ordinanza 217/2010). Nel caso in esame, il ricorso del contribuente andava accolto, anche perché l'atto impugnato è privo di due elementi essenziali, quali la specifica dei motivi del credito e l'indicazione del tipo di documento in forza del quale è promossa l'azione dell'agente della riscossione.

Inoltre, per come risulta dagli estratti ruolo prodotti dal ricorrente, nell'atto di pignoramento è compresa la richiesta di tributi derivanti dalla liquidazione delle dichiarazioni dei redditi per gli anni 2002 e 2003, il cui termine di decadenza previsto per la notifica delle cartelle è scaduto, rispettivamente, il 31 dicembre 2004 (per il 2002) e il 31 dicembre 2009 (per il 2003), mentre le cartelle recano l'indicazione dell'anno 2007 (per il 2002) e dell'anno 2009 (per il 2003).
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il brevetto italiano costituisce titolo autonomo rispetto a quello europeo. E la perdita di efficaci...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si è riaperta la stagione delle vendite immobiliari. E sul mercato ci sono al momento ben 850 milio...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Agire subito contro i rischi del 5G. Intromissioni, furti on line, minacce e ostilità di ogni gener...

Oggi sulla stampa