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Procedura concorsuale, rileva il costo effettivo

Nel concordato fallimentare con terzo assuntore il costo fiscalmente riconosciuto sostenuto da quest’ultimo per l’acquisizione della titolarità giuridica delle attività della procedura coincide con l’esborso finanziario effettivamente sostenuto dall’assuntore. Tale importo va ripartito tra gli asset in modo da riflettere il reale valore dei beni e/o diritti acquisiti con la causa legale di cessazione del fallimento. Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate nella risposta all’interpello n.55, pubblicata ieri.L’istante è una società che svolge il ruolo di assuntore di concordati fallimentari (i.e. soggetto terzo al procedimento, che si accolla tutti i debiti dell’imprenditore, in via solidale, o anche con la sua immediata liberazione) che, a seguito del voto positivo espresso dai creditori della procedura in merito alla sua proposta di concordato e dalla successiva emanazione del decreto di omolga della stessa da parte del tribunale, chiede all’Amministrazione finanziaria quale sia il corretto valore fiscale degli attivi fallimentari (crediti, azioni autorizzate e beni), sia ai fini Ires che Irap.

Nel loro parere, le Entrate richiamano anzitutto la natura traslativa del concordato fallimentare con l’intervento di un assuntore (risoluzione n.118/E del 28 maggio 2007 e circolare 21 giugno 2012, n.27/E): «quest’ultimo diventa proprietario di tutte le attività e passività della società fallita come risultanti dalla sentenza di omologazione del concordato».

Il costo sostenuto dall’istante per l’acquisizione delle attività fallimentare, prosegue l’Ente impositore, «deve, ai fini della determinazione del suo reddito imponibile e del suo valore della produzione, essere ripartito tra crediti fiscali, partecipazioni, azioni revocatorie e risarcitorie sulla base del loro valore». «A tal fine», conclude l’Agenzia, «il parere reso dal curatore ai sensi dell’art. 125 della Legge fallimentare (decreto regio 16 marzo 1942, n.267), riferito ai risultati presumibilmente realizzati in caso di liquidazione degli attivi della procedura fallimentare, può rappresentare un utile riferimento se e nella misura in cui rifletta il valore reale delle attività della fallita».

Vincenzo Morena

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