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Procedimenti esecutivi snelliti

Processo unico per i pignoramenti di crediti. E le imprese, se vengono pignorati gli stipendi dei propri dipendenti, può mandare una dichiarazione scritta all’avvocato del creditore, senza doversi presentare all’udienza.

Sono alcune delle misure di semplificazione al procedimento esecutivo introdotte dalla legge 162/2014 (conversione in legge del decreto 132/2014),pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2014, n. 261.

Tra le altre si segnala che la notificazione del pignoramento non dovrà più essere fatta sempre e solo personalmente al debitore.

Il nuovo procedimento esecutivo non entrerà subito in vigore, visto che, per una espressa norma di vacatio legis, le modifiche sono destinate a diventare operative tra trenta giorni.

Il decreto legge sulla degiurisdizionalizzazione si occupa molto dei pignoramenti, nel tentativo di renderli efficaci.

Un impulso è dato ai pignoramenti di crediti, per i quali si interviene unificando in unico contesto più procedure nei confronti di terzi situati in sedi diverse e liberando i terzi dall’obbligo di essere presenti in udienza. Ma il restyling parte dalla notificazione dell’atto di pignoramento.

Vediamo, dunque, in dettaglio la novità.

Il creditore può pignorare i crediti vantati dal proprio debitore nei confronti di un terzo: ad esempio si può pignorare il saldo di un conto corrente, che è un credito del correntista verso la banca (terzo debitore). Quindi il terzo (debitore del debitore) deve pagare le somme al creditore procedente.

Una prima modifica riguarda la notificazione dell’atto di pignoramento (articolo 543 codice di procedura civile). Sul punto la norma precedente prevede che la notificazione si fatta personalmente al debitore e al terzo pignorato.

Il decreto legge 132/2014 ha eliminato l’avverbio «personalmente». In materia il dossier della camera dei deputati spiega testualmente che « il decreto-legge ha introdotto la possibilità di notificare l’atto di pignoramento al terzo e al debitore a norma degli artt. 137 e seguenti cpc, con eliminazione dell’avverbio «personalmente». Ciò consente che la notifica sia eseguita in base alla legge 53/1994 (facoltà di notificazioni di atti civili, amministrativi e stragiudiziali per gli avvocati e procuratori legali)».

L’interpretazione, che si legge nei documenti parlamentari, attribuirebbe una facoltà all’avvocato, anche se tale lettura non è coerente con l’articolo 543 del codice di procedura civile, il quale, per le notificazioni, fa riferimento all’ufficiale giudiziario.

Le altre modifiche riguardano l’eliminazione dei casi in cui il terzo tenuto al pagamento di somme di denaro deve comparire in udienza per rendere la dichiarazione. In particolare viene eliminato l’obbligo di comparire in udienza del datore di lavoro per dichiarare crediti retributivi (articolo 545, commi terzo e quarto, del codice di procedura civile). Per effetto del decreto legge 132/2014 la dichiarazione sarà resa dal terzo in ogni caso a mezzo lettera raccomandata o posta elettronica certificata.

La novità, secondo la relazione di accompagnamento al decreto legge, dovrebbe incrementare la competitività del sistema economico, dal momento che evita ad imprese di grandi dimensioni o a pubbliche amministrazioni le inefficienze connesse alla necessità di comparire in udienza.

Con l’atto di pignoramento il terzo (ad esempio la banca o il datore di lavoro) viene avvertito che in caso di mancata comunicazione della dichiarazione, la stessa dovrà essere resa comparendo in udienza e che se a tale udienza il terzo non compare o non rende la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso di cose di appartenenza del debitore, nell’ammontare o nei termini indicati dal creditore, si considereranno non contestati.

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