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Pro-rata per anno

Per la contestuale presenza di operazioni esenti e del regime «Iva per cassa» si complica la liquidazione del tributo.

Infatti, il pro rata di un anno (2013) non dovrà essere applicato sull’intero ammontare di Iva a credito divenuta esigibile nel medesimo periodo, ma soltanto alle fatture emesse e pagate nel medesimo anno.

Questa l’indicazione fornita dalla «Fondazione Accademia romana di ragioneria Giorgio Di Giuliomaria» con la nota operativa n. 11/2012, avente a oggetto l’applicazione del pro rata e l’Iva per cassa.

È noto che il regime del «pro rata» prevede che l’imposta (Iva) sostenuta sugli acquisti sia detraibile nella percentuale determinata dal rapporto tra l’ammontare delle operazioni che danno diritto alla detrazione e il totale delle operazioni attive; se il contribuente realizza 100 mila euro di volume d’affari e di queste 80 mila sono esenti, potrà detrarre soltanto il 20% dell’Iva sostenuta, poiché solo 20 mila euro sono le operazioni attive soggette o assoggettabili al tributo.

In presenza dell’opzione esercitata ai sensi dell’art. 32-bis, dl n. 83/2012 (cosiddetta «Iva per cassa»), emergono ulteriori problematiche di determinazione del tributo, stante il fatto che il nuovo regime prevede che l’Iva a credito diventa esigibile dal momento del pagamento o entro un anno dall’esecuzione dell’operazione.

L’Agenzia delle entrate, recentemente (circ. n. 44/E/2012), ha precisato che, in applicazione del regime per cassa, «il diritto alla detrazione deve essere esercitato alle condizioni esistenti al momento in cui l’imposta diviene esigibile per il fornitore» ovvero nel momento sancito dall’art. 6, dpr n. 63371972, per il quale l’operazione viene considerata eseguita, con la possibilità non remota che l’esercizio della detrazione possa essere eseguito fino a due anni dopo.

Un ulteriore problema riguarda la determinazione del volume d’affari che deve considerare tutte le operazioni eseguite nell’anno di riferimento, escludendo quelle incassate nel medesimo anno, ma riferite agli anni precedenti.

Gli autori, pertanto, fissano questi due principi: per la determinazione del volume d’affari si rende necessario tenere conto di tutte le operazioni eseguite nell’anno, ancorché non incassate, escludendo quelle incassate nell’anno ma riferite a periodi d’imposta precedenti mentre, per la determinazione del «pro rata», la percentuale di detraibilità dovrà essere determinata tenendo conto del rapporto tra l’ammontare totale di tutte le operazioni che danno diritto alla detrazione e il volume d’affari.

La percentuale di detrazione, però, dovrà essere applicata esclusivamente all’ammontare dell’Iva a credito riferibile alle fatture passive pagate nell’anno, con la conseguenza, ben esemplificata dagli autori della nota operativa, che se i contribuenti esercitano la detrazione in anni successivi a quelli del pagamento, si potrebbe dover considerare almeno quattro pro rata.

Di conseguenza, si rende necessario applicare all’Iva detraibile, la percentuale di detraibilità dell’anno in cui l’operazione risulta effettuata, al fine di evitare una discrezionalità da parte del contribuente dei crediti Iva.

La nota operativa illustra anche le scritture contabili da eseguire in caso di applicazione del regime «Iva per cassa» e afferma che, anche i soggetti che applicano tale regime e realizzano operazioni imponibili ed esenti, sono obbligati ad applicare il regime di cui all’art. 19-bis (pro rata) tenendo conto del rapporto indicato (vendite che danno diritto alla detrazione e volume d’affari).

Di conseguenza, le liquidazioni periodiche dell’anno sono da ritenere provvisorie in quanto il contribuente deve effettuare il conguaglio sulla base del pro rata definitivo e, nel caso lo stesso abbia liquidato il tributo a credito relativo a operazioni eseguite in anni precedenti, dovrà verificare quando, ai sensi dell’art. 6, dpr n. 633/1972, l’operazione si deve ritenere effettuata, applicando il pro-rata di quell’anno.

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