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Privatizzazioni, Romani cerca idee

di Michele Arnese 

Il governo chiede aiuto pure alle società di consulenza per avere idee su crescita e privatizzazioni. Nel corso della riunione tenuta ieri fra il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e i vertici degli altri dicasteri interessati, fra la documentazione contenuta in un dossier preparato dal ministero retto da Romani è spuntato un rapporto anonimo intitolato «Valorizzazione del patrimonio delle amministrazione pubbliche».

Una sintesi delle relazioni del Tesoro già preparate dagli esperti Stefano Scalera (neo direttore dell'Agenzia del Demanio) e da Edoardo Reviglio (capo ufficio studi della Cassa depositi e prestiti)? No. Un compendio «dell'operazione riscatto» delle case ex Iacp da vendere agli inquilini illustrata di recente in consiglio dei ministri da Renato Brunetta, titolare del dicastero della Pubblica amministrazione? Neppure. Tra lo stupore dei presenti si è scoperto, secondo la ricostruzione di ItaliaOggi, che la relazione è stata preparata dagli esperti della società di consulenza strategica Kpmg.

Nel rapporto c'è pure un passaggio che sembra discostarsi dall'impostazione del Tesoro per una società di gestione del risparmio pubblica in cui far confluire il patrimonio anche degli enti locali: «La strada maestra per le cessioni» , si legge, «sembra essere quella di coinvolgere significativamente il mercato retail, soprattutto i conduttori o comunque chi fosse direttamente interessato a un singolo asset più che a un portafoglio. Al contempo, migliorerebbe l'impatto politico e la capacità di generare crescita derivante dalle privatizzazioni».

Fra le proposte attribuite a Kpmg ce n'è anche una che ricalca l'idea dell'ex direttore dell'Agenzia del Demanio, Elisabetta Spitz (vedere Italia Oggi del 4 ottobre) per lo space management (riduzione degli spazi ed efficientamento delle spese): «Secondo benchmark già attuati con successo nel settore pubblico (Inps, Poste, Fs)», scrivono i tecnici di Kpmg coordinati dal senior advisor Franco Masera, «si ritiene perseguibile un contenimento del 20-25 per cento delle superfici occupate dagli uffici pubblici riducendo di fatto lo spazio procapite». «Potenzialmente», si legge, «in 24/36 mesi si piò realizzare l'obiettivo di liberare 50 miliardi di immobili strumentali».

Ma è il capitolo sulle partecipazioni del ministero dell'Economia e delle Finanze quello più dirompente, secondo chi ha partecipato ieri alla riunione coordinata da Romani. I consulenti della Kpmg propongono tra l'altro una riduzione del capitale eccedentario di società statali come la Sace, la società per l'assicurazione all'export presieduta da Giovanni Castellaneta e guidata dall'amministratore delegato Alessandro Castellano, lo scorporo di Poste Vita dal gruppo capitanato da Massimo Sarmi e la contestuale cessione alla Cassa depositi e prestiti (70 per cento del Tesoro), la società presieduta da Franco Bassanini e capeggiata dall'amministratore delegato Giovanni Gorno Tempini.

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