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Privatizzazioni, obiettivo 7-8 miliardi

Gli eurospread restano in zona-allarme. Il differenziale di tassi dei Btp con i Bund tedeschi si è attestato a quota 200 sostanzialmente al livello di lunedì. Per l’Italia non è una buona notizia e Pier Carlo Padoan rilancia: lo spread, dice, è un modo «sgarbato» per ricordarci che dobbiamo occuparci del debito e la sua riduzione è “l’obiettivo centrale” della strategia del governo. Padaon ha anche auspicato una «revisione del Fiscal compact» e «sanzioni» per Paesi in surplus come la Germania.
La nuova tensione sui tassi europei infatti penalizza l’Italia più di altri Paesi. La spesa per interessi sul debito stimata per il 2017 dalla Nota di aggiornamento al Def del settembre scorso è pari a 63,6 miliardi: si tratta di una proiezione prudente che, per ora, resta sostanzialmente valida, ma è chiaro che il “cuscinetto” che si ipotizzava nell’estate dello scorso anno (con il Btp a circa 1 per cento) e il conseguente risparmio di 3-4 miliardi è ormai evaporato. Padoan, ieri sera alle Commissione Bilancio di Camera e Senato, ha ricordato che la spesa per interessi tra il 2012 e il 2016 si è ridotta di 17 miliardi ma ha avvertito che «dobbiamo evitare la procedura d’infrazione proprio per evitare l’aumento della spesa per interessi che limiterebbe gli investimenti».
Dunque non solo manovra-bis, ma anche debito. Lo spread, spiega Padoan «ci ricorda, in modo un po’ sgarbato, come un Paese ad alto debito non possa non occuparsi della sua discesa». Padoan punta così al rilancio del programma di privatizzazioni dopo lo stop dello scorso anno dovuto alla volatilità del mercato. L’impegno è contenuto nel “Rapporto sui fattori rilevanti per la dinamica del debito” inviato a Bruxelles il 1° febbraio insieme alla lettera di risposta a Dombrovskis-Moscovici. Nel documento si spiega che è prevista per il 2017 una «seconda tranche della privatizzazione delle Poste», cioè una quota del 30 per cento dopo la cessione, nell’ottobre del 2015 di una tranche per 3,1 miliardi. In via di riapertura anche il dossier Ferrovie per il quale, dice il Rapporto, l’approvazione del business plan 2017-2026, con investimenti e direttive strategiche, è stata fatta con lo scopo di preparare il gruppo alla privatizzazione. Conferma la strategia il viceministro dell’Economia Enrico Morando: il governo punta ad incassare quest’anno lo 0,4-0,5 del Pil, circa 7-8 miliardi dalle privatizzazioni.
Altre misure? Di fronte ad una domanda del pd Santini su eventuali interventi sulla ricchezza privata per far fronte al debito, Padoan parlando più da economista «ingenuo», come si è definito ironicamente, che da ministro, ha detto che «misure straordinarie sul debito possono essere molto utili ma anche molto pericolose in una situazione di mercato e, dove adottate, hanno creato scossoni. Confermo la mia prudenza — ha aggiunto con scetticismo — sono comunque aperto a tutte le proposte» Padoan ha anche annunciato la prima mossa sulla manovra-bis da 3,4 miliardi: ha chiesto ufficialmente con una nuova lettera a Bruxelles (dove vengono precisati i dettagli) l’estensione per tre anni dello split payment.

Roberto Petrini

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