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Privacy, vertice a Bruxelles: sotto esame l’uso dei dati

I Garanti della Privacy nella Ue il problema l’affronteranno collegialmente il 10 aprile a Bruxelles. All’ordine del giorno della riunione del Gruppo che raccoglie i Garanti europei ci sarà anche l’estensione al caso Cambridge Analytica – e all’accertamento di eventuali violazioni di dati personali di cittadini dell’Unione europea – del mandato della task force Facebook istituita a seguito dell’acquisizione di Whatsapp da parte del colosso di Menlo Park. Insomma, utilizzare quei risultati e quell’esperienza «anche per chiarire il caso in esame», come spiegato dal Garante italiano, Antonello Soro, con una lettera inviata alla presidente del gruppo di lavoro dei 29, Andrea Jelinek.
«Stante la dimensione europea del caso, che potrebbe vedere coinvolti i dati personali di milioni di cittadini europei – spiega Soro al Sole 24 Ore – non può che essere affrontato in maniera coordinata dalle Autorità privacy degli altri Stati membri che hanno la specifica competenza in materia. E questo anche alla luce del Regolamento europeo che entrerà in vigore il prossimo 24 maggio in tutta Europa che estende la giurisdizione delle Autorità di protezione dati oltre i confini europei».
Il Garante della Privacy ha anche aperto un’istruttoria sul caso Cambridge Analytica chiedendo a Facebook elementi e informazioni riguardo al possibile accesso da parte di terzi ai dati dei cittadini italiani e all’attività di profilazione sugli stessi a fini elettorali.
Le Authority italiane – Privacy, Agcom e Antitrust (che l’anno scorso ha sanzionato Whatsapp per la condivisione di dati con Facebook, da cui è stata acquisita nel 2014) – si sono subito messe al lavoro sul tema. Una richiesta di informazioni è partita all’indirizzo di Facebook anche da parte dell’Agcom. In tutto 15 domande fra cui la richiesta di «Informazioni sulle modalità di profilazione degli utenti consentite ai principali partner commerciali (es. Cambridge Analytica) per la predisposizione di campagne attraverso Facebook Ads e sulle iniziative poste in atto per eliminare il fenomeno delle cd. dark ads soprattutto in campo politico-elettorale» oppure anche la «Lista delle società specializzate in pubbliche relazioni e pubblicità (anche politico-elettorale) e dei partner di ricerca con cui Facebook ha condiviso o che comunque hanno avuto accesso alle informazioni degli utenti che hanno prestato il consenso o con impostazioni di profilo pubblico» o altre informazioni riguardanti la scorsa campagna elettorale. Le risposte andranno anche a rimpolpare il lavoro comune delle tre Authority. Agcom infatti, insieme con Antitrust e Privacy, ha in corso un’indagine conoscitiva congiunta sui Big data «Ci vogliamo concentrare su big data e pluralismo per capire come funziona l’informazione sulle piattaforme e e le eventuali strategie di disinformazione», spiega il commissario Agcom, Antonio Nicita.
Nel frattempo, a quanto risulta al Sole 24 Ore, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sarebbe in procinto di chiedere ai diretti interessati informazioni sul tema «Audiweb 2.0». In pratica, come anticipato dal Sole 24 Ore del 28 giugno, nel mondo della comunicazione e della pubblicità è stato sollevato qualche interrogativo sulla nuova rilevazione Audiweb 2.0, di cui prossimamente saranno diffusi i primi dati. La metodologia è stata realizzata in partnership con Nielsen ma per chiudere il cerchio il Big data provider scelto è Facebook. In sostanza il big data di Facebook è stato scelto per “colorare” le rilevazioni con indicazioni socio-demografiche. E su questo, Agcom si prepara a chiedere delucidazioni.

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