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Privacy, la Ue chiede a Facebook il dossier sugli utenti violati

I vertici europei vogliono vederci chiaro su come Facebook ha protetto i dati degli utenti dell’Unione. A preoccupare Bruxelles — a quanto apprende il Corriere — è in particolare la decisione del social network di eliminare la possibilità di trovare un profilo inserendo nel motore di ricerca un numero di telefonino o una e-mail. L’opzione, ha ammesso la società, è stata usata da non meglio identificate entità «per accedere alle informazioni pubbliche della maggior parte delle persone iscritte su Facebook», oltre 2,13 miliardi.

La funzionalità è stata tolta mercoledì, ma nella Commissione vogliono capire quanti sono i profili «catturati» e da chi. Nelle prove effettuate dal Corriere le passate settimane su circa 300 tentativi — su numeri di telefono casuali — una cinquantina risultavano poi reali e agganciati ad account Facebook di maggiorenni (nel 60% dei casi) e minorenni residenti in Italia.

Interpellato per un chiarimento Facebook rimanda a quanto detto da Zuckerberg nella conversazione con i giornalisti due giorni fa: l’ad ha ricordato la possibilità di disabilitare quel tipo di ricerca sfruttata però da una piccola parte. Il 33enne poi ha parlato di «attori malvagi» che sono approdati su «centinaia di migliaia di indirizzi IP (una sorta di indirizzo di casa del computer e del dispositivo elettronico, ndr ) e hanno effettuato alcune ricerche. Penso che qualcuno, a un certo punto, abbia avuto accesso alle informazioni pubbliche». Secondo alcuni esperti la ricerca su larga scala potrebbe essere stata svolta inserendo nel sistema informatico le informazioni di base «come la lunghezza del numero di telefonino — comprensivo del prefisso (0039, per l’Italia) — e le prime tre cifre di una sim card».

Non solo. Bruxelles vuole anche capire in che modo Facebook, com’è emerso questi giorni, scansiona le conversazioni private (link, foto e video compresi) scambiate su Messenger. L’azienda chiarisce che l’obiettivo è evitare lo scambio di materiale pedopornografico o l’invio di virus.

«L’abuso di dati personali degli utenti di Facebook non è accettabile», ha detto il portavoce di Vera Jourova, commissario europeo per la Giustizia, la tutela dei consumatori e l’uguaglianza di genere. Che ha aggiunto: «Il social network ha mostrato la volontà di collaborare e stiamo cercando di organizzare un vertice nei prossimi giorni». Da lunedì gli 87 milioni di utenti i cui dati sono stati impropriamente usati da Cambridge Analytica saranno contattati da Facebook, mentre in Italia è fissato per il 24 aprile l’incontro tra l’Autorità garante della privacy e Stephen Deadman, a capo dell’ufficio Privacy di Facebook.

Leonard Berberi

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