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Privacy, Facebook nel mirino della giustizia tedesca

Facebook perde una nuova manche giudiziaria in Germania. Un tribunale regionale di Berlino ha infatti condannato il social network a modificare una parte delle proprie condizioni di utilizzo ritenute contrarie alla legislazione tedesca sulla protezione dei dati personali. Se il colosso di Menlo Park non si adeguerà, si vedrà infliggere un’ammenda fino a 250 mila euro per ogni infrazione constatata.

La decisione, del 16 gennaio, è stata resa pubblica il 12 febbraio scorso.

I giudici hanno dato ragione alla federazione delle organizzazioni dei consumatori Vzbv, ritenendo che Facebook non aveva attirato sufficientemente l’attenzione dei 30 milioni di utenti tedeschi su alcune opzioni predefinite, come l’attivazione di default della geolocalizzazione di un utente in una discussione su Facebook Messenger, che consente all’interlocutore di sapere dove si trova colui che gli scrive. Nel mirino dei magistrati tedeschi sono finite 8 clausole delle condizioni generali e 5 delle impostazioni predefinite per quanto riguarda la privacy.

Il social network fondato da Mark Zuckerberg ha fatto sapere che farà ricorso in appello, mentre Sheryl Sandberg, numero due di Facebook, ha annunciato cambiamenti al fine di inserire tutte le impostazioni di base della privacy in un unico centro, così da renderle più facilmente consultabili e gestibili dagli utenti.

In Germania Facebook è finito anche nel mirino dell’autorità per la concorrenza che accusa il social network di posizione dominante facendo dipendere l’utilizzazione del servizio alla raccolta di determinati dati.

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