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Privacy per i dati giudiziari del portiere

Costa caro affiggere sulla bacheca condominiale un volantino con dati giudiziari del portiere.

Il condomino, autore del volantino, commette un reato punito dal codice della privacy.

Così ha deciso la Corte di cassazione, sezione terza penale, con la sentenza n. 15221 del 28/03/2017.

Nel caso specifico il proprietario di un alloggio in un condominio aveva inviato lettere e distribuito volantini nei quali si criticava il portiere dello stabile e si raccontava di un procedimento penale pendente a carico di quest’ultimo.

Il condomino in questione, in primo grado, è stato condannato per violazione della privacy (articolo 167 del Codice della privacy, dlgs 196/2003) alla pena di un anno e otto mesi di reclusione. La pronuncia è stata confermata dalla Corte d’appello ed è infine andata sul tavolo dei giudici della Cassazione.

I rapporti tra condomino e portiere erano, come intuibile, molto tesi e tra un’aggressione verbale e una fisica, il condomino ha affisso, nella bacheca dello stabile, un foglio nel quale riferiva che il portiere, un dato giorno, si era allontanato dalla portineria per recarsi presso la procura della repubblica, visto che era indagato per lesioni gravissime ai danni del condomino.

Citato lui in giudizio, il condomino si era difeso che tutti nello stabile sapevano della pendenza penale del portiere e che quindi nessun danno gliene era derivato.

Si tenga conto che l’articolo 167 del codice della privacy subordina la punibilità proprio al fatto che l’interessato abbia subito un «nocumento» (così c’è scritto nell’articolo).

E inoltre la moglie del portiere aveva rimosso il cartello che era rimasto esposto per poco tempo, senza determinare alcun danno patrimoniale apprezzabile.

La Cassazione non ha dato retta alla difesa e ha confermato la condanna.

La sentenza illustra l’articolo sul trattamento illecito di dati (articolo 167 codice della privacy), che presuppone la mancanza di un consenso espresso dell’interessato e che può essere realizzata anche dal privato cittadino, il quale sia, anche solo occasionalmente, venuto a conoscenza di un dato sensibile.

Al contrario il reato di trattamento illecito di dati personali non si realizza se l’utilizzo dei dati avvenga per fini esclusivamente personali, o senza una loro diffusione o una loro destinazione ad una comunicazione sistematica.

Inoltre il «nocumento» previsto dall’articolo 167 citato, deve essere inteso come un pregiudizio giuridicamente rilevante di qualsiasi natura, patrimoniale o non patrimoniale, subito dalla persona alla quale si riferiscono i dati o le informazioni protetti.

Nella vicenda condominiale si è registrata una ipotesi di trattamento di dati giudiziari, in assenza del consenso da parte dell’interessato e la propalazione delle informazioni relative alla situazione giudiziaria ha creato un danno al portiere che è stato descritto come una persona inaffidabile.

Per confermare la condanna la sentenza sottolinea che il condomino ha voluto diffondere le informazioni proprio al fine di colpire l’immagine professionale del portiere, di cui ha chiesto anche l’avvio di un procedimento disciplinare.

Antonio Ciccia Messina

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